mercoledì 6 luglio 2011
Le patatine fritte come la droga
sabato 19 febbraio 2011
CHE FAME SE CALI LE PAGLIE
AUMENTO DI PESO SCONSIDERATO E FAME ALLUCINANTE.
DETTO CIO' VI POSTO LA RICETTA BASE DELL'AMATRICIANA O MEGLIO ANCORA, VISTO CHE LA SALSA DI POMODORO NN MI FA IMPAZZIRE DELLA GRICIA.
PER COMODITA' LA SCIPPO A "GIALLOZAFFERANO".
| Gli spaghetti all'Amatriciana, sono uno dei simboli della tradizione culinaria Italiana. La ricetta originale, nata ad Amatrice, una piccola cittadina Laziale al confine con l'Abruzzo, prevede rigorosamente gli spaghetti e non i bucatini tant'è che persino i cartelli Comunali all'ingresso della città indicano "Amatrice, Città degli Spaghetti". Nel tempo la ricetta è stata acquisita dalla cucina romanesca che ne ha modificato uno degli ingredienti base, gli spaghetti con i bucatini. In passato la ricetta era un pasto povero dei pastori ed era in bianco, solamente spaghetti, guanciale e pecorino e null'altro è molto diffuso infatti l'uso della cipolla tritata come aggiunta al soffritto del guanciale. CURIOSITA'Quando furono inventati gli spaghetti all’amatriciana, Amatrice geograficamente era in Abruzzo, e questo piatto era il pasto principale dei numerosissimi pastori, che originariamente era senza il pomodoro, e si chiamava "Gricia". Con la scoperta dell'America questo ortaggio fu aggiunto alla preparazione e divenne "Amatriciana". Una festa di piazza famosissima, che si svolge ad Amatrice, in provincia di Rieti e si tiene, l'ultimo fine settimana di Agosto: la Sagra degli spaghetti all'Amatriciana. ■ Preparazione![]() ![]() ![]() ![]() |
giovedì 25 novembre 2010
CENUNCOLA DI PESCE
ANTIPASTI:
TARTARE DI TONNO E SEDANO
TARTARE DI SPADA E CAROTE
COUS COUS DI MARE
MOSCARDINI IN UMIDO CON PISELLI
CROCCHETTE DI PATATE E SALMONE AFFUMICATO
PRIMO
SUPERSCOGLIO DEL PESCIVENDOLO
SECONDI
GAMBERONI AI POMODORINI SU LETTO DI SCALOGNO
GAMBERONI IN SALSA D'ARANCIO
PEPERONATA DI GAMBERI GRIGI
ALCUNE ASSENZE MI HANNO CONVINTO AD EVITARE IL 2° PRIMO PIATTO CHE SAREBBE STATO SEDANINI SARDINE E CIME DI RAPA E UN SUPER SECONDO CHE ERANO GLI SGOMBRI ALL'UVA...MA VISTO CHE IL PESCE AZZURRO NN PIACE A TUTTI...
martedì 13 aprile 2010
CHIMICA INTESTINALE

La genetica del sushi
Se ogni volta che gli amici vi invitano a mangiare il sushi cercate un scusa per declinare, ve ne forniamo una scientificamente inattaccabile: "non lo digerisco, perché non ho i batteri giusti".
Un recente studio condotto presso il National Center for Scientific Research di Roscoff (Francia) ha infatti evidenziato come i batteri intestinali dei giapponesi, e solo i loro, siano in grado di produrre enzimi specifici per la digestione delle alghe utilizzate nella preparazione del sushi.
Alghe indigeste
Mirjam Czjzek e il suo team hanno effettuato questa singolare scoperta nel corso di una ricerca genetica sugli enzimi di origine batterica. Uno di questi, la porfirinase, ha una caratteristica molto particolare: è in grado di rompere le molecole di carboidrati contenuti nelle pareti cellulari della porfira (o nori), un’alga rossa largamente utilizzata nella cucina nipponica per arrotolare i bocconcini di pesce crudo.
Dimmi cosa mangi e ti dirò che geni hai
Questo enzima è stato trovato nella Zobellia galactanivorans , un batterio marino che si ciba dell’alga, ma anche nell’intestino di alcuni volontari giapponesi che qualche tempo fa avevano partecipato a uno studio sulle differenze tra le flore batteriche intestinali di popolazioni diverse. L’enzima non è invece mai stato rinvenuto nei volontari nord americani che avevano partecipato alla stessa ricerca. Grazie a questi batteri i giapponesi sarebbero quindi in grado di digerire la porfira assimilandone i carboidrati. In tutti gli altri "intestini del mondo", invece, l’alga passerebbe "così com’è".
Minestrone genetico
Secondo la Czjzek questo fatto può essere spiegato solo da una modifica genetica dei batteri intestinali dei giapponesi che si sarebbero mescolati con la Zobellia, mangiata in larga quantità dai loro ospiti insieme alle alghe. Questo meccanismo, noto come trasferimento genetico orizzontale, è molto comune tra i batteri, che mescolano i loro geni dando origine a forme con caratteristiche sempre nuove, come la resistenza agli antibiotici.
Il passaggio dei geni può avvenire per coniugazione (contatto cellula-cellula), trasformazione (acquisizione di DNA proveniente da altre cellule direttamente dall'ambiente) o trasduzione (passaggio di DNA da un batterio all'altro tramite virus)
giovedì 1 aprile 2010
PASCCCUA
Sorpresa! Arriva il primo uovo di Pasqua all'olio di oliva che unisce con gusto l'effetto buonumore riconosciuto dagli scienziati al cioccolato fondente con le proprietà salutari dell'olio di oliva italiano.
Presentato al Vinitaly/Sol di Verona 2009 da un olivicoltore marchigiano,"L'uovo di Pasqua di cioccolato fondente all'olio di oliva ha un profumo intenso con i sapori che si fondono piacevolmente nel palato in un mix speciale che lascia un delicato retrogusto. Una volta terminato l'uovo non finiscono però le sorprese grazie al regalo nascosto all'interno: una ottima bottiglia di olio di oliva da consumare anche dopo le feste"
giovedì 18 febbraio 2010
ITALIANI "MONDIALI"

RAI, the public broadcasting network, said that it had dropped Beppe Bigazzi, 77, for offering the recipe on La Prova del Cuoco, which is broadcast at midday on the main channel. Its switchboard was inundated with complaints from viewers and animal rights groups. Bigazzi said that casserole of cat was a famous dish in his home region of Valdarno, Tuscany.
“I’ve eaten it myself and it’s a lot better than many other animals,” he told viewers. “Better than chicken, rabbit or pigeon.” He said that for optimum flavour the meat should be “soaked in spring water for three days” before being stewed.
Elisa Isoardi, the programme’s presenter — who has a cat called Othello — tried to steer Bigazzi off the subject. Reports said that during the commercial break she and the show’s producers tried to persuade him to apologise to viewers but he refused.
Alternative meats
'I'm a vegetarian, but I eat roadkill'
Fed up with Jamie? So try roadkill - rat or badger
Spiced squirrel popcorn recipe
Go wild for meat
Pan-boiled fox
Related Links
ITV fined for butchery of I’m a Celebrity rat
Cats and dogs to be taken off menu in China
Carla Rocchi, the head of ENPA, the Italian society for the protection of animals, said that killing cats was illegal. Francesca Martini, the Deputy Health Minister, said it was “absolutely unheard of for a public service broadcaster to tell people how delicious cats are to eat”. She called for the producers to be investigated for criminal offences involving incitement to mistreat animals.
Bigazzi, a consumer affairs journalist and author of Cooking with Common Sense, has been one of the stars of La Prova del Cuoco for the past ten years. He is noted for his exuberant style and previously caused uproar by boiling lobsters live on the show. Yesterday he said that he had only been joking about the recipe, and he had been misunderstood.
He added: “Mind you, I wasn’t joking all that much. In the 1930s and 1940s, when I was a boy, people certainly did eat cat
in the countryside around Arezzo.” Food historians said that Italians in cities such as Vicenza devised cat recipes in times of economic hardship. Inhabitants of Vicenza are still nicknamed magnagati (cat eaters), and in some butchers’ shops rabbits are sold with their heads to assure buyers that they are not cats.
From pet to pot
• In his 1529 treatise on cookery, Ruperto de Nola recommended spit-roasting cat basted with garlic and olive oil. He wrote: “Take the garlic with oil mixed with good broth so that it is coarse, and pour it over the cat and you can eat it for it is a good dish”
• The Spanish expression pasar gato por liebre derives from the practice of hunters trying to sell skinned cats as hares. When butchered, the animals are supposed to look almost identical
• In 2007 Australians at a cooking contest in Alice Springs sought to curb the feral cat population by using them in a dish. One judge found the cat casserole so tough that she had to spit it out
• Last month legal experts in China responded to pressure from the country’s middle class and proposed a ban on eating cat and dog meat. Both are traditional Chinese dishes but if the law is passed people caught eating cats could face 15 days in prison
martedì 26 maggio 2009
GRAZIE SPECIALE

Dose: 6 persone
Ingredienti
capriolo: 1,5 kg
cipolla: 1
carote: 2
sedano: 1 costa
prezzemolo: 1 manciata
aglio: 1 spicchio
semi di finocchio: 1 cucchiaino
bacche di ginepro: 4
salvia: 5 foglie
alloro: 5 foglie
rosmarino: 1 rametto
chiodi di garofano: 3
olio extravergine di oliva: 3 cucchiai
burro: 1 noce
Preparazione
Lavare, mondare e tritare la cipolla, le carote, il rosmarino e il sedano. Lavare e sminuzzate la salvia e l'alloro.
Schiacciare l'aglio, il ginepro, i chiodi di garofano e mescolare il tutto con i semi di finocchio e la cannella.
Tagliare la polpa di capriolo a dadini e farla marinare nel vino con il trito di odori e spezie per 10 ore.
Scolare la carne dalla marinata e rosolarla in un tegame con l'olio e il burro. Unire la marinata, salare, pepare e cuocere a fuoco lento per 3 ore.
Togliere la carne cotta dal tegame, passare al setaccio il fondo di cottura e rimettere la carne nel tegame con il sugo.
Cospargere con il prezzemolo. Proseguire la cottura per qualche minuto e servire.
martedì 30 dicembre 2008
LA "CECINA"
IN UNA DELLE TRADIZIONALI"SERATE CON AMICI " L' ARGOMENTO PRINCIPE E' STATO LA CECINA. QUESTO ALIMENTO CHE CAMBIA NOME, RICETTA E ADDIRITTURA PATERNITA' A SECONDA DELLA PERSONA CHE PARLA E DELLA SUA PROVENIENZA MI HA PIACEVOLMENTE INCURIOSITO. COME DA MIA ABITUDINE HO PRIMA SCIPPATO LA RICETTA AD UN ALTRO SITO E MO VELA POSTO. Ingrediente principale: Farina di ceci
Preparazione
In una larga ciotola versate un litro e mezzo d'acqua fredda.
Aiutandovi con una frusta stemperatevi gradualmente tutta la farina di ceci mescolando in continuazione per evitare la formazione di grumi.
Aggiungete mezzo bicchiere d'olio e un cucchiaino di sale, mescolate per ottenere un composto omogeneo e lasciate riposare mezz'ora.
Ungete una teglia larga e bassa, versatevi il composto e mettete in forno a 220 gradi fino a quando si sarà formata una crosticina sulla superficie.
Spolverizzate con il pepe e servite la farinata calda o tiepida.
Vini di accompagnamento: Lison-Pramaggiore Pinot Bianco DOC, Bianco Vergine Valdichiana DOC, Bianco Di Alcamo DOC.
Ingredienti e dosi per 6 persone
300 g di farina di ceci
1/2 bicchiere di olio d'oliva
1 cucchiaino di sale Pepe
La farinata di ceci è una torta salata molto bassa, preparata con farina di ceci, acqua, sale e olio di oliva. Si cuoce in forno a legna, in teglia, e assume con la cottura un vivace colore dorato.Una leggenda racconta che sia nato per casualità nel 1284, quando Genova sconfisse Pisa nella battaglia della Meloria. Le galee genovesi, cariche di vogatori prigionieri si trovarono coinvolte in una tempesta. Nel trambusto alcuni barilotti d'olio e dei sacchi di ceci si rovesciarono, inzuppandosi di acqua salata. Poiché le provviste erano quelle che erano e non c'era molto da scegliere, si recuperò il possibile e ai marinai vennero date scodelle di una purea informe di ceci e olio.
Nel tentativo di rendere meno peggio la cosa, alcune scodelle vennero lasciate al sole, che asciugò il composto in una specie di frittella.Rientrati a terra i genovesi pensarono di migliorare la scoperta improvvisata, cuocendo la purea in forno. Il risultato piacque e, per scherno agli sconfitti, venne chiamato l'oro di Pisa.
Vi sono molti luoghi in cui viene prodotta la farinata di ceci in diverse varianti.
È comunemente diffusa lungo le coste tra la Maremma e la Costa Azzurra:
In Costa Azzurra viene chiamata socca termine originario del dialetto nizzardo
In Liguria il piatto è molto diffuso in tutto il territorio e in genovese è noto come fainâ de çeixai.
In Toscana viene prodotta una apprezzata variante denominata cecìna che a Carrara viene chiamata calda calda e nel Livornese viene detta torta di ceci'.
In Piemonte viene chiamata belecauda.
In Sardegna, dove fu portata dai genovesi, prende il nome di fainè
A Ferrara è oggi uno dei piatti più popolari della ristorazione al taglio.
A Gibilterra fu introdotta dalla folta colonia genovese che popolò il territorio a partire dai primi decenni del XVIII secolo è nota col nome di calentita ed è considerata un piatto tipico.
In Uruguay e Argentina, dove è arrivata per merito degli immigranti genovesi, è nota con il nome fainà e col tempo è diventata un piatto tipico in entrambi i Paesi del Rio della Plata.
In Sicilia le panelle, tipiche frittelle del palermitano, sono fatte con gli stessi ingredienti della farinata ma vengono fritte nell'olio invece di essere infornate.
Nel Marocco settentrionale, di origine sefardita, esiste una variante della farinata chiamata caliente
La farinata con cipollotti è una variante diffusa nelle zone del ponente genovese e nella provincia di Imperia, soprattutto ad Oneglia.
A Savona la tipica farinata bianca è una variante prodotta con farina di grano anziché con farina di ceci che per questo motivo assume una carateristica colorazione bianca invece che giallastra.
sabato 6 dicembre 2008
L'ERBAZZONE REGGIANO (di Laura)

1) Pasta: 250gr farina, 70 gr strutto, latte freddo (circa 100 ml), sale. Impastare il tutto usando strutto freddo ed aggiungendo latte fino a giusta consistenza, lasciare riposare l'impasto 30' in frigo. Dividere in due l'impasto. La pasta andra' tirata sottile il piu' possibile, se ne avanza, ossia se le due sfoglie tirate sono molto sovrabbondanti rispetto alla teglia, si possono usare i ritagli per fare un cordoncino esterno. 2) Farcia: Bietole in foglia o Spinaci 600-700g di peso cotto e strizzato, Pancetta o misto lardo/pancetta 200g, Parmigiano grattugiato 100-150g, Burro 100g, Aglio 1 spicchio tritato o due interi. Stufare le verdure con l'acqua che resta attaccata alle foglie e poi tritarle a coltello. Si fa rosolare il burro con l'aglio, il lardo e/o la pancetta, quindi la verdura tagliata. Aggiustare di sale. Fuori dal fuoco, appena tiepido si aggiunge il parmigiano 3) Tirate la pasta sottile, formate da essa due dischi, col primo foderate una tortiera unta o rivestita con carta da forno, bucherellatelo con una forchetta e metteteci il ripieno, coprite con l'altro disco, ripiegando il contorno. Se vi e' avanzata della pasta per il cordone ponetelo attorno. 4) Bucherellare la superficie del tortino (non deve alzarsi) sia il fondo che sopra, spennellare con strutto sciolto.5) Mettere in forno. Indicativamente per un forno elettrico, 180° 30-35'. Risulta ottima sia tiepida che a temperatura ambiente. Si puo' tranquillamente mettere in freezer anche se si sono usati spinaci surgelati per il ripieno. 6) Le varianti che spesso si trovano sono : Aggiunta di 3-5 cipollotti affettati da soffriggere prima degli spinaci, 1 uovo o due da aggiungere all'impasto, sbattuti insieme al parmigiano. Si vede comunque dalla foto che la verdura si compatta molto bene da sola, senza necessita' di metterci uova per aumentarne la sodezza; la versione senza uova a mio parere e' piu' morbida e meno pesante al palato.
giovedì 30 ottobre 2008
HOMEBREWING

A questo punto si aggiunge il luppolo e si procede alla bollitura. Il suo scopo principale e' quello di estrarre dal luppolo le sostanze che daranno alla birra il gusto amaro e anche l'aroma di luppolo. Finita questa fase, il mosto di birra viene raffreddato e poi viene aggiunto il lievito. La birra fermenta per qualche giorno: il lievito produce degli enzimi che trasformano lo zucchero in alcool e anidride carbonica e altre sostanze importanti per il gusto e l'aroma. Ora la birra e' quasi pronta. Le tecniche per carbonarla, imbottigliarla, stagionarla ecc. sono molto varie e potrete trovarle in modo dettagliato visitando il sito http://www.maxbeer.org/. Il sito è veramente completo e esaustivo in ogni suo contenuto e solo per la mia abitudine di proporre + di una scelta vi proporrò anche un altro indirizzo dove eventualmente potrete acquistare e leggere qualcosa in proposito
METODI PER FAR LA BIRRA IN CASA ... e relativi confronti.
Metodo a) Fare quello che ho appena descritto!
Metodo b) Usare l'estratto di malto.
In pratica si salta la prima parte del processo: chi produce l'estratto ottiene gia' il mosto, cioe' con gli amidi trasformati in zuccheri; l'acqua viene rimossa all'80% ottenendo una melassa zuccherata e appiccicosa; a noi non resta che aggiungere acqua, il luppolo e procedere con la bollitura, ma... abbiamo altre possibilta' per personalizzare la nostra birra.
Infatti ALCUNI dei tipi di malto (per lo piu' tostati o caramellati) che ho citato prima in realta' hanno il loro amido gia' saccarificato. Quindi non necessitano di una vera e propria infusione come il metodo completo, ma essenzialmente di semplice immersione in acqua calda per tot tempo per estrarre lo zucchero contenuto e soprattutto le sostanze che danno colore, gusto e aroma. Questi malti vanno usati in piccola percentuale rispetto all'estratto di malto. In conclusione, si puo' usare quindi estratto di malto chiaro + grani di malti speciali + luppolo.
Metodo c) Usare i kit.
Sono delle confezioni di estratto di malto a cui sono gia' stati aggiunti gli eventuali malti ambrati o scuri ed il luppolo, di solito sotto forma di olio. Basta quindi sciogliere in acqua (eventuale breve bollitura) e far fermentare.
Facciamo un po' di confronti:
Risultati:con gli opportuni accorgimenti, con b) si ottengono di solito migliori risultati che con c), cioe' i kit. Sul fatto che usando l'estratto (cioe' b) si riescano ad ottenere gli stessi risultati che con il procedimento completo (a)... provate a chiedere ai NG americani di homebrewing e scatenerete threads infiniti. Qualcuno dice che usare l'estratto e' come usare il caffe' in polvere rispetto a farlo con la caffettiera, altri ribattono che molte birre da estratto hanno battuto la concorrenza in diversi concorsi birrari
Difficolta' e attrezzatura
b) richiede veramente poco sforzo in piu' di c)
a) e' piu' complesso come tecnica, tempo e attrezzature (ma e' comunque fattibile anche con poco spazio e relativamente poca spesa)
Difficolta' di trovare gli ingredienti: quando ho cominciato i kit non si trovavano e quindi era piu' facile cominciare con b), poi la situazione si e' capovolta.
Soddisfazione
b) e' meglio di c) soprattutto perche' sia ha la liberta' di crearsi le proprie ricette e realizzare quasi tutti gli stili classici di birra (e inventarne dei nuovi), nonche' sperimentare ecc. ecc.
a) ovviamente da' le maggiori soddisfazioni e permette di controllare tutte le variabili del processo e usare tutti i tipi di malto. Se siete i tipi che vi fate la pasta o il pane in casa, il pesto col mortaio (e ne avete il tempo!) probabilmente prima o poi vorrete fare la birra nel modo "integrale".
martedì 19 agosto 2008
PANE RAFFERMO??? SI..GRAZIE

Pappa al pomodoro
1 pagnotta di pane toscano raffermo
5 pomodori da insalata
1 ciuffo di basilico
2 cipolle
2 peperoncini verdi
(non piccanti)
Per prima cosa facciamo un battuto abbastanza fine con la cipolla, la carota ed il sedano, e lo si mette a soffriggere con una buone dose di olio extravergine, essendo una ricetta toscana…probabilmente anche l’olio giusto è quello di questa zona, in un tegame dai bordi alti, fino a fargli prendere un bel colore dorato uniforme. Si aggiunge il pomodoro passato, un pizzico di peperoncino, si sala e lo si fa cuocere per circa venti minuti.
Contemporaneamente, si affetta il pane e lo si mette a bagno in acqua fresca. Al momento che risulterà ben ammollato, lo si prende con un colino da brodo( per me l’ideale è strizzarlo a mano), lo si strizza il più possibile, si unisce alla salsa in cottura e lo si amalgama bene usando una frusta. Lo lasceremo insaporire per una decina di minuti a fuoco basso, facendo attenzione a mescolare spesso.
Intanto tritiamo l’aglio molto fine, si fa a strisce sottili il basilico e li si aggiunge alla pappa al momento che l’avremo tolta dal fuoco. Si aggiusta di sale, e si rifinisce con altro olio extravergine, questa volta continuando a mescolare.
Per esaltare gli aromi delle verdure dobbiamo lasciare la nostra pappa a riposo e servirla a temperatura ambiente… ma questo dipende dal vostro gusto personale.
Panzanella (il cous cous italico)
1 pagnotta di pane toscano raffermo
Verdure fresche a gradimento
(pomodori,cipolla,peperoni,cetriolo,carote ecc.)
Alcune foglie di basilico fresco
1 cucchiaio di senape
2 cucchiai di aceto bianco
Olio di oliva e sale
Fare imbibire il pane (a pezzi) in una ciotola di acqua fresca.
Tagliare molto fine la cipolla, metterla in un piatto e salarla.
Mentre questi due ingredienti “lavorano”, potrete sminuzzare le vostre verdure e metterle in un grande ciotolone da insalata… sale e olio (con moderazione) per condirle.
Potete anche preparare una salsa con senape e aceto in una tazza.
Dopo circa venti minuti raccogliere con le mani la cipolla, strizzarla con forza prima di unirla alle altre verdure. Sale e tempo dovrebberle aver fatto perdere un po’ di liquido e forza.
A questo punto, se il pane è ben imbevuto, non rimane che strizzarlo con forza per fargli perdere quanto più liquido possibile e metterlo con le verdure.
Mescolare il tutto aggiungendo un altro po’ d’olio e la salsa e servire freddo o a temperatura ambiente.
sabato 5 luglio 2008
PESCHE E PELURIA

Le pesche sono carnose, succose e zuccherine, con una polpa dolcissima e profumata, bianca, gialla o rossa, una buccia sottile vellutata, o liscia, che va dal colore giallo al rosso-carminio al salmone, e con un nocciolo duro, che può essere aderente (pesche duracine) o non aderente (spiccagnole) dalla polpa. La pelle liscia ed il nocciolo libero (non aderente alla polpa), o meno (aderente alla polpa), distinguono la pesca propriamente detta dalle altre varietà prodotte dalla specie Prunus persica. Le pesche si dividono in tre categorie principali: la pesche comuni, le pesche noci (dette anche nettarine) e le percoche. In Italia, la maturazione dei frutti avviene tra la prima e la seconda decade di maggio nelle zone meridionali, fino alla fine di settembre per le cultivar più tardive. In linea di massima le condizioni climatiche italiane e degli altri paesi mediterranei sono ideali per la coltivazione del pesco.Il consumo annuo è di circa a 6,8 kg per abitante.
Ingredienti: - Per i biscotti: - Maiorca un chilo, - Zucchero gr. 400, - Burro gr. 200, - 4 uova intere e 2 tuorli, - Due buste di lievito secco, - Latte mezzo bicchiere.
Per la crema: - Latte un litro, - Amido g. 150, - Zucchero g. 200, - Due tuorli, - Buccia di limone. Per decorare: - Liquore Alchermes, - Zucchero, - Foglioline verdi di ostia.
Procedimento: In una spianatoia, versare nella fontana della farina, il burro fuso a bagnomaria, le uova sbattute, lo zucchero, il latte, il lievito ed impastare il tutto, finche' diventi omogeneo, quindi foggiare, avendo cura di oliarsi il palmo della mano, delle pallottoline grandi come una noce e deporle sulle teglie imburrate. Infornare i biscotti e farli cuocere per circa quindici minuti,alla temperatura di 200º C; appena freddi, svuotarli, dalla parte che tocca la teglia, con l'ausilio di un coltello appuntito. Preparare la crema e farla freddare, una ciotola con il liquore, un piatto con lo zucchero; quindi inzuppare nel liquore i biscotti dal lato dorsale e riempirli abbondantemente di crema, unirli a due a due a mo' di pesca, quindi passarli nello zucchero ed infine decorare con la fogliolina verde, inserendola nella saldatura.
Pesche Sciroppate
pesca, zucchero, succo di limone, eventuali aromatizzanti(cannella, vaniglia, maraschino).,
Scegliete delle pesche mature ma ancora ben sode ed immergetele brevemente nell'acqua bollente; quindi spellatele Tagliatele in quarti, liberatele dal nocciolo levando eventuali parti scure e tuffatele via via in acqua acidula con succo di limone. In una casseruola ponete le pesche sgocciolate aggiungendo per ogni kg di polpa un litro d'acqua, 70 gr di succo di limone e lo zucchero (circa 100 gr.). Portate a ebollizione per non meno di 5 minuti, mescolando senza rompere i pezzi. Quindi scolate via i quarti di pesche lasciando sul Fuoco lo sciroppo fino a ridurlo a circa metà del volume. Disponete nei vasi le pesche raffreddate badando a non superare l'altezza della base del collo dei contenitori versare lo sciroppo intiepidito, fino a un centimetro e mezzo dall'orlo, agitando di tanto in tanto per facilitare la salita delle bolle d'aria e per coprire completamente le pesche. Se lo desiderate, aggiungete un pizzico di cannella o vaniglia oppure un bicchierino di maraschino.Chiudete ermeticamente, con decisione e senza forzare troppo. Fate bollire per 45 minuti.
venerdì 23 maggio 2008
UN PO’ DI DOLCETTI
BISCOTTI AL CAFFE’
Ingredienti :
Farina 160gr
Maizena 40 gr
Zucchero 100 gr
Sale 2/3 pizzichi
Burro 100 gr
2 rossi d’uovo
1 cucchiaio di caffè in polvere
1 cucchiaio di caffè liofilizzato
Ovviamente se li mangiano anche i bambini e’ meglio se il caffè e’ deka
Impastare il tutto e, dopo averne fatto dei salsicciotti, lasciare riposare in frigo alcune ore…
Tagliare a rondelle sottili l’impasto indurito e cuocere in forno per 10 minuti a 170°
SACHER BISKOTTI
Ingredienti :
Farina 300 gr
Burro 250 gr
Cacao 50 gr
Zucchero 100 gr
1 o 2 uova
Marmellata di albicocca
Glassa al cioccolato
Lavorare il burro con lo zucchero, unire l’uovo e poi gli ingredienti secchi. Suddividere l’impasto in palline e solcare il mezzo con un dito (eviterei il pollice e soprattutto l’alluce). In forno per circa 15 min a 180°. Riempire poi il solco con la marmellata e rigare/decorare con la glassa.
martedì 26 febbraio 2008
CENA TRIMALCHIONIS (PETRONIO)
CMQ SE AVETE VOGLIA DI PERDERE UN PO' DI TEMPO LEGGETE CHE ABBUFFATA..
…fu comunque servito un antipasto molto raffinato; infatti tutti ormai avevano preso posto, all'infuori del solo Trimalchione ,al quale veniva riservato, con insolita procedura, il primo posto.
Tornando all'antipasto, su un grande vassoio era sistemato un asinello ,di bronzo corinzio, che portava una bisaccia a due tasche, delle quali l'una conteneva olive chiare, l'altra scure.
L'asinello era coperto ai lati da due piatti sui cui orli erano incisi il nome di Trimalchione e la caratura dell'argento.Delle piccole impalcature poi, saldate al piano del vassoio, sostenevano dei ghiri tinteggiati con miele e aspersi da polvere di papavero.Non mancavano anche delle salsicce che friggevano sopra una griglia d'argento e sotto la griglia prugne siriane con chicchi di melograno……
Seguì una portata : si trattava di un vassoio rotondo che aveva disposti, uno dopo l’altro, in circolo, i dodici segni zodiacali, sopra ciascuno dei quali il maestro di cucina aveva sistemato il cibo proprio e adatto al referente...
Accorsero poi saltellando a tempo di musica quattro camerieri e tolsero la parte superiore del trionfo. Compiuta questa operazione, scorgiamo nella parte più bassa pollame e ventri di scrofa ed in mezzo una lepre, provvista di ali, in modo da sembrare un Pegaso...
A questo tenne dietro un vassoio, sul quale era sistemato un cinghiale di grande mole, e per giunta fornito di un cappello, dalle cui zanne pendevano due cestini, fatti di foglie di palma intrecciate, ripieni l’uno di datteri freschi, l’altro di datteri secchi. Intorno al cinghiale, poi, dei porcellini fatti di pasta biscottata, dando l’impressione di stare attaccati alle mammelle, indicavano che il cinghiale era femmina...
(un servo) impugnato un pugnale da caccia inferse un colpo violento ad un fianco del cinghiale, dalla cui ferita uscì in volo uno stormo di tordi……..
(Trimalchione) non aveva ancora proferito l’ultima parola che un vassoio, contenente un maiale enorme, riempì la tavola centrale... Il cuoco impugnò un coltello e, con gesto prudente, cominciò ad incidere il ventre del maiale da una parte e dall’altra. E subito dai tagli che si allargavano spontaneamente per la pressione del contenuto, rotolarono fuori salsicce e sanguinacci...
Fu poi portato un vitello lesso, disposto su un vassoio di duecento libbre...
e già era stato sistemato sulla tavola un trionfo contornato da alcune focacce, il cui centro era occupato da un Priapo, realizzato da un pasticcere, che secondo l’iconografia consueta teneva nel suo ampio grembo ogni sorta di frutti e di grappoli...
Seguirono degli stuzzica appetito : al posto dei soliti tordi, furono fatte girare delle galline ingrassate, una per ciascun commensale, e in più delle uova d’anatra incappucciate che Trimalchione ci pregò con grande insistenza di mangiare, perchè erano galline senza ossa...
Concesso quindi un momento di calma, Trimalchione fece servire i dolci, consistenti in tordi fatti di farina di segale impastata, farciti di uva passa e noci. Fecero loro seguito anche delle mele cotogne su cui erano confitte delle spine, in modo da sembrare dei ricci di mare”
Ma alla fine entrarono gli acrobati…….
lunedì 29 ottobre 2007
PIOGGIA DI VOSTRI CONTENUTI


sabato 27 ottobre 2007
RAGU' DI SALSICCIA AL FRAGOLINO

OGNUNO DI NOI DOVREBBE AVER IDENTIFICATO QUELLA CHE PREFERISCE…
CMQ TORNANDO A NOI. IO LO FACCIO COSI’:
INGREDIENTI X 10 PERSONE (SE SIETE IN MENO LO CONGELATE)
1 CIPOLLA
1 SPICCHIO D’AGLIO
1 CAROTA
OLIO DI OLIVA (3 CUCCHIAI)
SALSA DI POMODORO
1 O 2 BICCHIERI DI LATTE
2 BICCHIERI DI FRAGOLINO
1 KG DI SALSICCIA
SE VOLETE : 1 YOUGURT
TAGLIATE FINI FINI AGLIO CIPOLLA E CAROTA – FATELI SOFFRIGGERE CON POCHISSIMO OLIO (MASSIMO 3 CUCCHIAI) IN UN TEGAME ALTO E CAPIENTE CHE SIA DOTATO DI COPERCHIO – NON APPENA INIZIA A DORARE AGGIUNGERE MEZZO BIC. DI FRAGOLINO ( O VINO DOLCE ANCHE LIQUOROSO).
DOPO QUALCHE ISTANTE IL VS SOFFRITTO RIPRENDERA’ TEMPERATURA E L’ALCOOL COMINCERA’ AD EVAPORARE, E’ IL MOMENTO DI INSERIRE LA SALSICCIA CHE, SE A NODI, DOVRETE AVER PRECEDENTEMENTE PREPARATO TOGLIENDO IL BUDELLO E RIDUCENDOLA A MACINATO. MESCOLATE IN MODO DECISO IN MODO CHE SI FORMINO MENO GRUMI POSSIBILI E CHE IL SOFFRIITO “CONCIA SI DISTRIBUISCA UNIFORMEMENTE (NON SALARE MAI E NON AGGIUNGERE SPEZIE). TERMINARE DI APRIRE I GRUMI SCHIACCIANDOLI COL CUCCHIAIO DI LEGNO SULLE PARETI DEL TEGAME – ADESSO POTETE METTERE LATTE, SALSA DI POMODORO(SE FATTA IN CASA E’ PERFETTA) E MEZZO BICCHIERE DI VINO. COPRITE IL TEGAME E FATE CUOCERE A FUOCO LENTO UN PAIO D’ORE O TRE. DOVRETE SOLO AVERE CURA DI MESCOLARE OGNI 20 MINUTI AGGIUNGENDO QUANDO NECESSARIO VINO,POMODORO, LATTE ED EV. LO YOUGURT X UN EFFETTO CREMA.
VI E’ VENUTA FAME? EPPURE SI MANGIA DOMANI.
INFATTI L’IDEALE E’ FAR RAFFREDDARE IL TUTTO E QUANDO SOLIDO RIPETERE LA COTTURA COL TEGAME SCOPERTO: IL SUGO SI RITIRERA’ FINO A RAGGIUNGERE L’ASPETTO DI UNA SALSA. CERCATE LE PAPPARDELLE.
mercoledì 28 marzo 2007
SALSA VERDE DA BOLLITI













