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lunedì 26 marzo 2012
domenica 11 dicembre 2011
LIQUIRIZIA
VISTO CHE VENERDI SERA AVEVA RAGIONE IL MICK MI SEMBRA DOVEROSO POSTARE UN CNPASTE DA WIKIPEDIA SU QUESTA PIANTA
La liquirizia (Glycyrrhiza glabra, L. 1758) è una pianta
erbacea perenne alta fino a un metro appartenente alla famiglia delle
Leguminose.è una erbacea rustica, cioè
resistente al gelo, e cresce principalmente in terreni calcarei e/o argillosi.
La pianta sviluppa un grosso rizoma da cui si estendono stoloni e radici,
lunghi due metri. Della liquirizia vengono usate le radici di piante di
tre-quattro anni, raccolte durante la stagione autunnale ed essiccate.
La liquirizia era una pianta importante nell'antico Egitto,
in Assiria e in Cina, era già nota nell'antica medicina greca ma solo nel XV
secolo è stata introdotta dai frati domenicani in Europa. Come risulta dal
primo erbario cinese, in Asia la liquirizia viene utilizzata da circa 5.000
anni ed è una delle piante più importanti. I medici cinesi la prescrivono da
sempre per curare la tosse, i disturbi del fegato e le intossicazioni
alimentari.
La liquirizia è utilizzata in erboristeria e nella medicina
cinese, in cucina per la preparazione di dolci, caramelle e tisane ed infine è
utilizzata come additivo per le sigarette insieme al cacao. La tradizione
popolare annette alla radice di liquirizia diverse proprietà farmacologiche:
digestiva, antinfiammatoria, depurativa, diuretica e protettiva della mucosa.
Le foglie dalle proprietà cicatrizzanti, antibatteriche e antinfiammatorie
vengono usate fresche.
Il principio attivo più importante della liquirizia è la
glicirrizina che le conferisce un'azione antinfiammatoria e antivirale. Inoltre
è più dolce del saccarosio. La moderna ricerca cerca di trarne vantaggio per
nuove prospettive terapeutiche: terapia dell'ulcera, malattie croniche del
fegato,e prevenzione di gravi malattie autoimmuni.
La liquirizia, comunque, va assunta saltuariamente, facendo
attenzione a non superare il dosaggio di mezzo grammo al giorno di glicirrizina
(cosa che può capitare assumendo caramelle alla liquirizia o lassativi ricchi
di estratti di concentrati di liquirizia). La glicirrizina, infatti, ha effetti
collaterali sull'equilibrio dei sali minerali nel corpo; può provocare ritenzione idrica, aumento della
pressione, gonfiore al viso e alle caviglie, mal di testa e astenia.
QUESTO INVECE E' ELICRISO "HA SOLO ODORE DI LIQUIRIZIA"
giovedì 8 settembre 2011
CAPRIOLI BENESTANTI
EH SI...I TRE CAPRIOLI CHE ABBIAMO AVVISTATO IERI A SETTECANI NN SI FANNO MANCARE NIENTE!
PROBABILMENTE AFFAMATI O "GOLOSI" NN HANNO RESISTITO ALLA TENTAZIONE DI ATTACCARE UN CAMPO DI INSALATA IN PIENO GIORNO E A POCHI CM DA CASE E STRADE.
D'ALTRA PARTE ....
L’insalata, è ricca di fibre non digeribili, che arrivano direttamente nell’intestino facilitandone le funzioni e che sono particolarmente utili in una dieta dimagrante perché rallentano l’assorbimento degli zuccheri, favorendone un utilizzo graduale da parte dell’organismo.
L’insalata è anche una preziosa fonte di vitamine, in primo luogo le vitamine antiossidanti, A, C ed E, che proteggono le cellule dall’invecchiamento.
Infine l’insalata è ricca di sali minerali, in particolare di potassio, sostanza particolarmente adatta a contrastare appunto la ritenzione idrica; di rame, zinco e selenio ad azione anti-invecchiamento e utili contro infezioni e intossicazioni.
mercoledì 7 settembre 2011
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| VOLPE |
domenica 17 luglio 2011
RATTUS RATTUS
SETTIMANA DEDICATA AI DISCORSI SUI TOPI...PRIMA MI HANNO DISTRUTTO LA SPIGOLA E POI LE EOLIE!!! DI SEGUITO LE NOTIZIE RIGUARDANTI I DISCORSI CHE MI HANNO FATTO A CENA GIOVEDI E VENERDI....
PRIMA PARLIAMO DEL RATTO NERO:
Sono grossi come conigli, affamati come lupi e sfrontati come corvi. Il problema è che sono tanti, tantissimi. Già, i ratti hanno invaso Filicudi. Il Rattus rattus, come lo chiamano nel latino di Linneo, o più semplicemente ratto nero, s'è moltiplicato a dismisura nell'isola eoliana, proprio alla vigilia delle vacanze estive. «Ce ne saranno milioni», dicono al bar dove si prende l'aperitivo guardando il tramonto, nel porticciolo di Pecorini, drammatizzando una realtà di per sé già abbastanza drammatica. Sostiene l'idraulico Bartolino: «L'altra sera me n'è entrato uno dentro casa: mi sono dovuto difendere con lo scopertone. Sono riuscito ad abbatterlo solo dopo mezz'ora di durissima battaglia». I roditori hanno creato una fobia che va forse al di là della loro reale pericolosità. Del resto, la forza del mito trova linfa in vicende simili a queste: c'è chi giura di averne visti saltare da un albero all'altro, chi è sicuro che portino la peste, chi dice che hanno già attaccato un bebè in fasce. Quanto a noi, più modestamente, abbiamo solo assistito all'insistente appetito di un topo che attratto dal profumo di un piatto di spaghetti con le vongole non ne voleva sapere di tornare nelle frasche da cui si era improvvisamente materializzato. E le autorità competenti? A Fabrizio Acquaro, vicesindaco dell'isola, non risulta nessun aumento della popolazione murina. Il sindaco di Lipari, Mariano Bruno, da cui amministrativamente dipende Fili-cudi, scarica la colpasull'azienda di derattizzazione cui ha affidato il compito di ripulire l'isola. «Io ho delegato la società Mediterranea Disinfestazioni, diTremestieri Etneo, inprovincia di Catania», spiega Bruno. Ma a Filicudi nessuno li ha visti, i derattizzatori. I quali dicono invece di esserci stati, ma di aver forse sbagliato veleno. Incalzato dagli isolani, il sindaco alza le braccia: «Ho finito i soldi, la Regione Sicilia ha tagliato i fondi, non posso fare più nulla». Che i filicudari si armino dunque di scope e scopettoni. In realtà, vanno a ruba le esche avvelenate. In alcune frazioni sugli scalini che collegano le case tra loro, o nel mezzo delle lenze dove una volta si coltivava la vite, si ammassano i ratti avvelenati. Un'ecatombe che evoca le prime pagine del famoso romanzo di Albert Camus, "La peste", che racconta come un giorno i topi andarono a morire per le strade della placida città algerina di Orano. Memore diquelcapolavoro, c'è chi ieri ha presentato un esposto alla Regione per denunciare un pericolo perla salute pubblica. Sempre l'idraulico Bartolino, nato e cresciuto aFilicudi, si è fatto un'altra idea sull'origine dell'invasione che colpisce la sua isola. Dice: «E colpa delle ricche villeggianti che hanno viziato i nostri gatti con le scatolette di cibo. E quelli, che una volta o mangiavano topi o digiunavano, oggi se ne stanno tranquilli a casa, e non danno più la caccia ai ratti». Le uniche creature che sembrano rallegrarsi di questa abbondanza sono i falchi e le poiane che ormai vedi veleggiare satolli nel cielo dell'isola a ogni ora del giorno. Ma sono ancora troppo pochi per sconfiggere il flagello. Forse, soltanto i gabbiani, che invece sono più numerosi, potranno salvare Filicudi. (ha collaborato Luigi Barrica)
PRIMA PARLIAMO DEL RATTO NERO:
Questa interessante specie di ratto è quasi sicuramente originaria del subcontinente Indiano, dal quale si è diffusa in tutto il mondo abitato soprattutto viaggiando come clandestino a bordo delle navi (uno dei suoi nomi è proprio "ship rat").
E' un abilissimo arrampicatore e possiede notevoli doti di equilibrismo, per cui tende a colonizzare di preferenza luoghi alti quali fienili, legnaie, soffitte, etc. che spesso raggiunge camminando sui fili della luce e del telefono.Può nidificare anche sugli alberi, e a questo riguardo mostra una spiccata preferenza per i pini marittimi e le palme
La lunghezza del corpo è di 15-22 cm, a cui ne vanno aggiunti altri 18-25 di coda. Il peso raggiunge i 200-220 grammi (Rattus norvegicus, assai più grande, arriva fino a oltre 500 gr.)
Il pelo è folto e morbido, da grigio a nero sul dorso e bianco sul ventre. La coda è uniformemente scura.
Ogni femmina può partorire fino a sei nidiate nel corso della sua vita, che mediamente dura 9-12 mesi. Ogni nidiata può essere costituita da 6-10 piccoli, che raggiungeranno la maturità sessuale nel giro di due-tre mesi.
A causa della sua elevata neofobìa (paura e sospetto per le novità) è uno degli infestanti più difficili da controllare, in quanto mostra sia scarso interesse per le esche topicide, sia una tendenza allarmante ad evitare trappole ed altre insidie.Il Rattus rattus è un noto vettore di pericolosi agenti patogeni per l'uomo, tra i quali figura il famigerato agente della peste Yersinia pestis.
La trasmissione avviene per tramite di una specie di pulce (Xenopsylla cheopis) che, pur essendo un parassita specifico del Ratto nero, non di rado morde l'uomo contagiandolo.
POI DEL BRANZINO O SPIGOLA:
.....Habitat e abitudini - Specie eurialina, capace di vivere sia in mare aperto che in acque salmastre o dolci. La spigola si sposta spesso da uno all'altro di questi habitat, spesso seguendo il flusso delle maree. In mare è presente abitualmente lungo le coste e le praterie di posidonia. In acque salmastre si incontra con maggior frequenza nelle lagune. Spesso la spigola s’inoltra all’interno dei porti od in vicinanza degli scarichi urbani. In acqua dolce preferisce gli ambienti dei fiumi a lenta corrente, dei quali risale il corso anche per molti chilometri. Mentre i soggetti immaturi ed i subadulti della spigola sono gregari, i soggetti adulti di maggiore taglia e quelli senili vivono a coppie o isolati. I branchi di giovani compiono in primavera delle migrazioni trofiche dal mare alle acque salmastre al fine di alimentarsi. Da gennaio a febbraio gli adulti di taglia minore compiono invece migrazioni riproduttive dalle acque dolci e salmastre al mare. Generalmente la spigola ha il suo picco di maggiore attività durante le ore notturne o crepuscolari, ma in particolari condizioni si muove anche durante il giorno, specialmente durante le mareggiate quando le acque sono torbide. Il forte moto ondoso spinge la spigola a mettersi in caccia per predare, a livello delle onde frangenti, tutti quegli organismi che l’erosione mette allo scoperto.
Alimentazione - In mare la spigola preda molte specie di pesci, come piccole anguille, cefali, latterini, ecc., rientrano nella dieta anche cefalopodi, crostacei, molluschi e vermi policheti. Nelle acque dolci e salmastre, oltre a pesci ed invertebrati, può aggiungere alla sua dieta quei piccoli mammiferi, come arvicole e ratti, che talvolta attraversano gli specchi d’acqua...........
E INFINE RIPOSTO L'ARTICOLO DI REPUBBLICA SU FILICUDI
E A FILICUDI SCOPPIA LA PSICOSI-TOPI. "CI HANNO INVASO, SONO MILIONI"
DI DEL RE PIETRO
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mercoledì 6 luglio 2011
Le patatine fritte come la droga
Non si riesce a smettere (di mangiarle) L’impulso a mangiare cibi grassi è condizionato da sostanze, presenti nell’intestino, simili alla marijuana
TRATTO DA :LA STAMPA
MILANO - Mangiare patatine fritte è come fumare marijuana: rende dipendenti. Un gruppo di ricercatori italiani e americani ha scoperto perché i cibi grassi danno così tanta soddisfazione e perché è difficilissimo smettere di mangiarli. Alzi la mano chi, è in vita sua, è riuscito ad aprire un pacchetto di chips, ne ha assaggiata una sola e si è fermato lì. E se qualcuno si è domandato il perché adesso ha trovato la risposta. Il segreto sta negli endocannabinoidi, sostanze prodotte dall’intestino, chiamate così proprio perché hanno effetti simili ai cannabinoidi, marijuana compresa.
SENSO DELLA FAME - Tutto, però, comincia dalla lingua: quando una sostanza grassa viene ingerita, genera un segnale che viaggia prima verso il cervello e, successivamente , attraverso il nervo vago, arriva all’intestino e stimola la produzione di endocannabinoidi. A loro volta, questi ultimi attivano altre cellule che, attraverso sostanze chimiche, danno via al “desiderio insaziabile” di patatine (nel caso dell’esperimento appena pubblicato sulla rivista Pnas, ma lo stesso meccanismo vale quando si consumano altri cibi ricchi di grassi, soprattutto quelli presenti nel “cibo spazzatura”). Gli endocannabonoidi (in particolare l’anandamide e il 2-arachidonil-sn-glicerolo), in definitiva, interferiscono con la produzione di ormoni che hanno a che fare con il senso della fame e della sazietà e, proprio per questo, giocano, un ruolo importante nella regolazione dell’assunzione di cibi grassi.
L’EVOLUZIONE - «Parlando in termini evolutivi – spiega Daniele Piomelli, direttore del Dipartimento di Drug Discovery and Development dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Itt) di Genova e autore dello studio, condotto in collaborazione con l’University of California a Irvine – l’esistenza di questo meccanismo è stata molto importante per l’adattamento e la sopravvivenza dei mammiferi, perché i cibi grassi rappresentano un’importante e primaria fonte di energia. Oggi non è più così sia perché nell’ambiente, in cui viviamo, abbiamo a disposizione tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno, sia perché lo sforzo fisico, a cui siamo sottoposti, è molto minore rispetto al passato. Ecco perché questo meccanismo, così necessario nel passato, è diventato causa di sovrappeso, obesità e altre patologie come il diabete, le malattie cardiovascolari e i tumori».
NUOVE TERAPIE - Lo studio ha anche dimostrato che, attraverso la somministrazione di un antagonista dei recettori degli endocannabinoidi , il bisogno di ingestione di grassi diminuisce. E spiega, infine, il risultato di un’altra ricerca, appena pubblicata sul New England, che dimostra come le chips siano l’alimento che più fa ingrassare sul lungo periodo, seguite da altri tipi di patatine, dalle bevande zuccherate, dalla carne non conservata e conservata.
DETTO QUESTO CI ASPETTIAMO DA UN MOMENTO ALL'ALTRO L'ARRESTO DI MCDONALD E MCCAIN E IL SEQUESTRO PREVENTIVO DELLA FRIGGITRICE DI MIA MADRE!!!!!
giovedì 16 giugno 2011
martedì 7 dicembre 2010
DALLA MIA MAIL - PUNTATA 157
Gentile Customare care:
Un anno fa ho cambiato l'applicazione FIDANZATA 7.0 per l'applicazione MOGLIE 1.0 che ha generato subito l'applicazione BIMBO 1.0 che occupa tantissimo spazio sul disco. Le istruzioni non dicono niente di questo fatto.
Ma ciò che più mi preoccupa è che l'applicazione MOGLIE 1.0 si autoinstalla su tutte le altre mie applicazioni e in più si lancia automaticamente quando apro un'altra applicazione fermandola.
Quindi applicazioni come: BIRRA_CON_GLI_AMICI 10.3 e CALCIO_DOMENICA 5.0 non funzionano più.
Qualche volta compare un virus che si fa chiamare SUOCERA 1.0 che blocca il sistema oppure fa si che l'applicazione MOGLIE 1.0 si comporti in modo molto preoccupante. Vorrei disinstallare MOGLIE 1.0 e reinstallare FIDANZATA 7.0 o magari un'altra versione più avanzata, ma mi sembra troppo complicato e non vorrei rischiare tanto, anche perchè BIMBO 1.0 mi piace molto.
Sono disperato! Aiutatemi!!!!!
RISPOSTA SOFTWARE HOUSE
Gentile cliente,
il suo problema è frequente tra gli utenti, ma il manuale d'istruzioni avvisava sull'ultima pagina) che passare da FIDANZATA X.0 a MOGLIE 1.0 comporta dei rischi:
- MOGLIE 1.0 non è più un'applicazione di divertimento come FIDANZATA X.0, ma è un Sistema Operativo Completo fatto per controllare tutte le altre applicazioni.
- Non è più possibile tornare a FIDANZATA X.0 perchè è stato cancellato definitivamente.
- Lo stesso vale per il virus SUOCERA 1.0 che comporta problemi di compatibilità con tutti i sistemi; quindi disinstallarla significa disinstallare MOGLIE 1.0 (che tra l'altro discende da SUOCERA 1.0).
E'sempre meglio aspettare che SUOCERA 1.0 si disinstalli da sola tra qualche anno.
- Diversi utenti hanno provato ad installare AMANTE 1.0 ma i rischi sono enormi: se, per caso, in quel preciso istante si autolancia MOGLIE 1.0 il sistema andrà in tilt creando i virus: REDDITO_ALIMENTARE_BIMBO e ROVINA_SICURA.
- Se arrivi ad installare AMANTE 1.0 non provare più a passare a MOGLIE 2.0 perchè i problemi saranno maggiori.
- Per fare funzionare meglio MOGLIE 1.0 consigliamo di acquistare i pacchetti GIOIELLI con tutte le sue versioni più costose, il pacchetto VESTITI_NUOVI, ma soltanto le ultime versioni, eVACANZE_LUSSUOSE.
- Ad ogni intervento di MOGLIE 1.0 lanciare subito SI_AMORE.EXE e HAI_RAGIONE_AMORE.EXE.
- Fare attenzione ad eventuale lancio di SEGRETARIA_BIONDA_IN_MINIGONNA e NON_RISPONDERE_AL_TELEFONO perchè sono incompatibili con MOGLIE 1.0 e possonocausare danni irreparabili.
Grazie per aver scelto il nostro prodotto e Le auguriamo buon divertimento.
sabato 4 dicembre 2010
wikileaksnews
WikiLeaks.ch: il portale rimane a galla grazie alla Svizzera
Pubblicato da Diego in Internet, Sicurezza Informatica. Sabato, 4 Dicembre 2010.
WikiLeaks rimane in vita grazie allo stato neutrale per eccellenza ossia la Svizzera: da WikiLeaks.org ormai definitivamente chiuso e bandito, si segnala l’apertura di WikiLeaks.ch che porta tutta l’ingente e scottante documentazione su server elevetici aggirando così le ultime difficoltà. La società americana EveryDNS.net aveva infatti seguito gli ordini internazionali e aveva bannato il portale e la stessa Amazon aveva chiuso le porte dei propri server. Sintomo che anche se forse le ultime informazioni diffuse non erano così sconvolgenti, quelle passate e soprattutto quelle ancora inedite preoccupano molto le nazioni.
WIKILEAKS: ASSANGE, FILE CONSEGNATI A 100MILA PERSONE
(AGI) Londra - L'archivio dei documenti di Wikileaks e' stato consegnato in forma criptata a 100mila persone in diversi Paesi. Lo ha detto Julian Assange, rispondendo alle domandei dei lettori del Guardian. "Se succede qualcosa a noi e non dovessimo essere piu' raggiungibili - ha spiegato il fondatore di Wikileaks - una chiave elettronica verrebbe inviata via web e i file sarebbero resi leggibili. La storia vincera'.
Riusciremo a sopravvivere? Dipende da voi", conclude Assange.
Assange: Amazon Codardi e Bugiardi + Video Bunker Svedese
Amazon è il gestore dei server che fino a poco tempo fa garantivono l’host al servizio no-profit di Assange sotto domimio wikileaks.org.
Le evidenti ripercursioni che in questi giorni stanno avendo le notizie dei files di Wikileak, evidentemente non sono piaciute agli Usa e neanche a Amazon.
“Codardi“: Julian Assange bolla con quest’aggettivo Amazon, colpevole di aver estromesso dai propri server Wikileaks ipotizzando in una nota una violazione delle proprie regole di comportamento.
“Il comunicato stampa di Amazon non è compatibile con i fatti di pubblico dominio. E’ una cosa da codardi, una bugia”. Wikileaks è stato poi “sfrattato” anche da Tableau Software, il sito è rimasto oscurato per sei ore prima di ricomparire con un nuovo dominio svizzero, wikileaks.ch.
La scelta di andare su Amazon, ha spiegato Assange rispondendo in chat alle domande dei lettori del Guardian, fu fatta per testare la libertà di stampa negli Stati Uniti.
L’astuzia di Assange, però, si comprende molto bene da quello che chiarisce poco dopo sempre in chat:
“Dal 2007″, ha affermato, “ci siamo deliberatamente piazzati su diversi server in luoghi che ritenevamo deficitari quanto a libertà di espressione, soprattutto per quel che riguarda la differenza tra la retorica e la realtà. Amazon era uno di questi”.
Negli scorsi giorni infatti il sito si era trasferito su server svizzeri, a causa anche degli incessanti attacchi DdoS al portale(arrivati fino a 10 Gigabits per second!).
Amazon risponde che gli evidenti attacchi stavano compromettendo l’infrastruttura dei server ma i collaboratori di Wikileaks rispondono su Twitter cosi:
“Se Amazon è così a disagio con il Primo Emendamento dovrebbero uscire dal mercato della vendita dei libri“, ha stoccato WikiLeaks via Twitter.
Il primo emendamento riguarda appunto la libertà di stampa negli USA.
Pubblicato da Diego in Internet, Sicurezza Informatica. Sabato, 4 Dicembre 2010.
WikiLeaks rimane in vita grazie allo stato neutrale per eccellenza ossia la Svizzera: da WikiLeaks.org ormai definitivamente chiuso e bandito, si segnala l’apertura di WikiLeaks.ch che porta tutta l’ingente e scottante documentazione su server elevetici aggirando così le ultime difficoltà. La società americana EveryDNS.net aveva infatti seguito gli ordini internazionali e aveva bannato il portale e la stessa Amazon aveva chiuso le porte dei propri server. Sintomo che anche se forse le ultime informazioni diffuse non erano così sconvolgenti, quelle passate e soprattutto quelle ancora inedite preoccupano molto le nazioni.
WIKILEAKS: ASSANGE, FILE CONSEGNATI A 100MILA PERSONE
(AGI) Londra - L'archivio dei documenti di Wikileaks e' stato consegnato in forma criptata a 100mila persone in diversi Paesi. Lo ha detto Julian Assange, rispondendo alle domandei dei lettori del Guardian. "Se succede qualcosa a noi e non dovessimo essere piu' raggiungibili - ha spiegato il fondatore di Wikileaks - una chiave elettronica verrebbe inviata via web e i file sarebbero resi leggibili. La storia vincera'.
Riusciremo a sopravvivere? Dipende da voi", conclude Assange.
Assange: Amazon Codardi e Bugiardi + Video Bunker Svedese
Amazon è il gestore dei server che fino a poco tempo fa garantivono l’host al servizio no-profit di Assange sotto domimio wikileaks.org.
Le evidenti ripercursioni che in questi giorni stanno avendo le notizie dei files di Wikileak, evidentemente non sono piaciute agli Usa e neanche a Amazon.
“Codardi“: Julian Assange bolla con quest’aggettivo Amazon, colpevole di aver estromesso dai propri server Wikileaks ipotizzando in una nota una violazione delle proprie regole di comportamento.
“Il comunicato stampa di Amazon non è compatibile con i fatti di pubblico dominio. E’ una cosa da codardi, una bugia”. Wikileaks è stato poi “sfrattato” anche da Tableau Software, il sito è rimasto oscurato per sei ore prima di ricomparire con un nuovo dominio svizzero, wikileaks.ch.
La scelta di andare su Amazon, ha spiegato Assange rispondendo in chat alle domande dei lettori del Guardian, fu fatta per testare la libertà di stampa negli Stati Uniti.
L’astuzia di Assange, però, si comprende molto bene da quello che chiarisce poco dopo sempre in chat:
“Dal 2007″, ha affermato, “ci siamo deliberatamente piazzati su diversi server in luoghi che ritenevamo deficitari quanto a libertà di espressione, soprattutto per quel che riguarda la differenza tra la retorica e la realtà. Amazon era uno di questi”.
Negli scorsi giorni infatti il sito si era trasferito su server svizzeri, a causa anche degli incessanti attacchi DdoS al portale(arrivati fino a 10 Gigabits per second!).
Amazon risponde che gli evidenti attacchi stavano compromettendo l’infrastruttura dei server ma i collaboratori di Wikileaks rispondono su Twitter cosi:
“Se Amazon è così a disagio con il Primo Emendamento dovrebbero uscire dal mercato della vendita dei libri“, ha stoccato WikiLeaks via Twitter.
Il primo emendamento riguarda appunto la libertà di stampa negli USA.
mercoledì 1 dicembre 2010
INCONGRUENZE LEGALI WEB
Oggi (30/11/10)il giurista e politico italiano Stefano Rodotà ha dichiarato che “il web è un diritto cosituzionale e l’accesso a Internet deve diventare anch’esso un diritto costituzionalmente garantito”.
Il progetto per il 2011 è quindi stendere un nuovo articolo, da aggiungere alla Carta fondamentale. Si tratta dell’articolo 21-bis, il progetto di stesura proposto da Stefano e dal direttore di Wired. Rodotà poi aggiunge ‘la Costituzione e’ nata quando Internet non esisteva. E’ arrivato il momento di scrivere che l’accesso alla Rete, il piu’ grande mezzo di comunicazione della storia, e’ un diritto costituzionale’. Siamo nelle tue mani Stefano, fai in modo che nessuno ci tolga o ci limiti anche questo diritto!
SUBITO DOPO LEGGO QUAESTO ARTICOLO SU UN'ALTRO SITO:
Ogni qualvolta si vorrà installare in casa un semplice router occorrerà chiamare un tecnico specializzato, ovviamente da retribuire allo scopo, il quale dovrà controfirmare la propria installazione con la certificazione di aver agito secondo le regole dell’arte. Addio al fai-da-te ed al semplice piacere di configurare la propria rete a proprio piacimento: questo, almeno, è quanto traspare dalle parole contenute in un decreto legislativo approvato il 22 ottobre scorso dal Consiglio dei Ministri in «Attuazione della direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni». Rimane tuttavia un ampio margine di azione per evitare la caduta nell’ennesimo orpello normativo anti-Internet: di qui l’utilità dell’allarme scattato attorno ad una norma che necessiterà ora del necessario monitoraggio affinché tutto vada nel verso giusto.
La segnalazione è di Stefano Quintarelli ed il testo ufficiale del decreto è disponibile online. Si tratta con ogni evidenza di un nuovo paradossale balzello teoricamente tanto sgangherato da risultare addirittura inapplicabile oltre che iniquo, privo di logica, privo di utilità e del tutto dannoso se applicato secondo quanto delineato nel testo approvato. Ma dal testo sembra trasparire anche una speranza per cui l’allarme attuale possa essere ingiustificato.
Il nocciolo della questione risiede nel comma 1 articolo 2: «Gli utenti delle reti di comunicazione elettronica sono tenuti ad affidare i lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), numero 1), che realizzano l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, ad imprese abilitate secondo le modalità e ai sensi del comma 2». Nella fattispecie si comprendono nell’articolo «le apparecchiature allacciate direttamente o indirettamente all’interfaccia di una rete pubblica di telecomunicazioni per trasmettere, trattare o ricevere informazioni; in entrambi i casi di allacciamento, diretto o indiretto, esso può essere realizzato via cavo, fibra ottica o via elettromagnetica; un allacciamento è indiretto se l’apparecchiatura è interposta fra il terminale e l’interfaccia della rete pubblica».
Il comma 2 specifica tutta una serie di dettagli che il Ministro dello Sviluppo Economico dovrà deliberare entro un anno dall’entrata in vigore del decreto.
....Il comma 3 indica le sanzioni a cui si andrà incontro in caso di mancato allineamento alle regole imposte: «Chiunque [...] effettua lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali [...], realizzando l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, in assenza del titolo abilitativo di cui al presente articolo, è assoggettato alla sanzione amministrativa pecuniaria da 15.000 euro a 150.000 euro, da stabilirsi in equo rapporto alla gravità del fatto».
La speranza è però appesa ad un piccolo passaggio del comma 2 che mette in gioco una serie di eccezioni ancora tutte da definire. Le parole sono ad una ad una importanti:
f) i casi in cui, in ragione della semplicità costruttiva e funzionale delle apparecchiature terminali e dei relativi impianti di connessione, gli utenti possono provvedere autonomamente alle attività di cui al comma 1
Un semplice router o un semplice switch possono essere annoverati in questa casistica «in ragione della semplicità costruttiva e funzionale» che li contraddistingue? Se sì, il problema non sussiste. Ma a questo punto occorre attendere il decreto che il Ministro dello Sviluppo Economico andrà ad esplicitare nei mesi a venire. Nel frattempo «è tutto vietato, tranne ciò che sarà permesso».
Il progetto per il 2011 è quindi stendere un nuovo articolo, da aggiungere alla Carta fondamentale. Si tratta dell’articolo 21-bis, il progetto di stesura proposto da Stefano e dal direttore di Wired. Rodotà poi aggiunge ‘la Costituzione e’ nata quando Internet non esisteva. E’ arrivato il momento di scrivere che l’accesso alla Rete, il piu’ grande mezzo di comunicazione della storia, e’ un diritto costituzionale’. Siamo nelle tue mani Stefano, fai in modo che nessuno ci tolga o ci limiti anche questo diritto!
SUBITO DOPO LEGGO QUAESTO ARTICOLO SU UN'ALTRO SITO:
Ogni qualvolta si vorrà installare in casa un semplice router occorrerà chiamare un tecnico specializzato, ovviamente da retribuire allo scopo, il quale dovrà controfirmare la propria installazione con la certificazione di aver agito secondo le regole dell’arte. Addio al fai-da-te ed al semplice piacere di configurare la propria rete a proprio piacimento: questo, almeno, è quanto traspare dalle parole contenute in un decreto legislativo approvato il 22 ottobre scorso dal Consiglio dei Ministri in «Attuazione della direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni». Rimane tuttavia un ampio margine di azione per evitare la caduta nell’ennesimo orpello normativo anti-Internet: di qui l’utilità dell’allarme scattato attorno ad una norma che necessiterà ora del necessario monitoraggio affinché tutto vada nel verso giusto.
La segnalazione è di Stefano Quintarelli ed il testo ufficiale del decreto è disponibile online. Si tratta con ogni evidenza di un nuovo paradossale balzello teoricamente tanto sgangherato da risultare addirittura inapplicabile oltre che iniquo, privo di logica, privo di utilità e del tutto dannoso se applicato secondo quanto delineato nel testo approvato. Ma dal testo sembra trasparire anche una speranza per cui l’allarme attuale possa essere ingiustificato.
Il nocciolo della questione risiede nel comma 1 articolo 2: «Gli utenti delle reti di comunicazione elettronica sono tenuti ad affidare i lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), numero 1), che realizzano l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, ad imprese abilitate secondo le modalità e ai sensi del comma 2». Nella fattispecie si comprendono nell’articolo «le apparecchiature allacciate direttamente o indirettamente all’interfaccia di una rete pubblica di telecomunicazioni per trasmettere, trattare o ricevere informazioni; in entrambi i casi di allacciamento, diretto o indiretto, esso può essere realizzato via cavo, fibra ottica o via elettromagnetica; un allacciamento è indiretto se l’apparecchiatura è interposta fra il terminale e l’interfaccia della rete pubblica».
Il comma 2 specifica tutta una serie di dettagli che il Ministro dello Sviluppo Economico dovrà deliberare entro un anno dall’entrata in vigore del decreto.
....Il comma 3 indica le sanzioni a cui si andrà incontro in caso di mancato allineamento alle regole imposte: «Chiunque [...] effettua lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali [...], realizzando l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, in assenza del titolo abilitativo di cui al presente articolo, è assoggettato alla sanzione amministrativa pecuniaria da 15.000 euro a 150.000 euro, da stabilirsi in equo rapporto alla gravità del fatto».
La speranza è però appesa ad un piccolo passaggio del comma 2 che mette in gioco una serie di eccezioni ancora tutte da definire. Le parole sono ad una ad una importanti:
f) i casi in cui, in ragione della semplicità costruttiva e funzionale delle apparecchiature terminali e dei relativi impianti di connessione, gli utenti possono provvedere autonomamente alle attività di cui al comma 1
Un semplice router o un semplice switch possono essere annoverati in questa casistica «in ragione della semplicità costruttiva e funzionale» che li contraddistingue? Se sì, il problema non sussiste. Ma a questo punto occorre attendere il decreto che il Ministro dello Sviluppo Economico andrà ad esplicitare nei mesi a venire. Nel frattempo «è tutto vietato, tranne ciò che sarà permesso».
venerdì 19 novembre 2010
CYBERGUERRA???
Lo ha riferito la U.S.-China Economic and Security Review Commission
Internet, traffico Usa dirottato in Cina per diciotto minuti
Ad aprile il 15% dei contenuti di vari Paesi deviato su server cinesi. «Compromesse privacy e sicurezza»
MILANO - L'8 aprile 2010, per diciotto minuti, una quota del 15 per cento dell’imponente traffico internet mondiale, e in particolare statunitense (incluse comunicazioni da e per i siti dell’Esercito, della Marina, del corpo dei Marines, dell’Aeronautica, dell’ufficio del Segretario della Difesa, del Senato e della Nasa), potrebbe essere stato registrato e decriptato dalla Cina. Con conseguenze che potrebbero rivelarsi drammatiche per la privacy e la sicurezza.
DICIOTTO MINUTI - Lo ha reso noto qualche giorno fa il National Defense Magazine dopo la denuncia del pdf di 300 pagine della U.S.-China Economic and Security Review Commission nel rapporto annuale della Commissione Usa-Cina per la sicurezza presentato al Congresso americano. La stampa estera riprende la notizia, chiedendosi perché l’accaduto emerga solo ora, a distanza di sette mesi. In quei diciotto lunghi minuti infatti i dati internet ad alta sensibilità statunitensi e di molti altri Paesi sono passati erroneamente attraverso i server cinesi, dopo che China Telecom aveva inviato informazioni di routing sbagliate: una mole di traffico impressionante, compresi i delicati dati delle agenzie governative, ha seguito il percorso errato a causa della modifica del routing su internet, approdando sui server cinesi. Il fenomeno in questione è il cosiddetto "IP hijacking" e si verifica quando il router impone una rotta diversa, indicando come percorso migliore un nodo differente da quello abituale. In questo caso dunque il nodo cinese è stato opportunamente configurato per risultare agli occhi di chi inviava il pacchetto come l’algoritmo di routing da preferire. China Telecom ha categoricamente smentito, in un comunicato inviato alla France Presse, «qualsiasi deviazione di traffico internet».
ERRORE O ATTACCO - La stessa USCC non sa se i dati siano venuti in possesso di eventuali malintenzionati o se tutto sia effettivamente avvenuto a causa di un semplice sbaglio che ha stravolto il routing. Certo il traffico su internet, soprattutto quello in chiaro, è troppo vulnerabile e occorrerebbero controlli più accurati sui percorsi seguiti dai pacchetti sulle reti informatiche. Secondo Dmitri Alperovitch, vice presidente della società McAfee, il dolo è quasi certo e si tratterebbe di «uno dei più grandi attacchi di hijacking, o forse il più grande in assoluto, che si siano mai visti», nonostante il gigante delle telecomunicazioni cinese neghi qualsiasi hijack del traffico web. «Potrebbe accadere ancora – spiega Alperovitch -, dovunque e in qualsiasi momento». E poi conclude: «Cosa è successo al traffico della rete mentre era in Cina? Nessuno lo saprà mai».
L'ARTICOLO E' COPIATO DAL CORRIERE DELLA SERA.
CI FOSSE ANCORA GIORGIODOPPIAWCESPUGLIO... ATTACCHEREBBE CHINA TELECOM CON I DRONI???
giovedì 18 novembre 2010
LAPPIAMOCI COME GATTI
CUTNPASTE DA http://lescienze.espresso.repubblica.it/
La velocità del movimento della lingua è essenziale per creare una colonna d'acqua continua, in un delicato equilibrio fra gravità e inerzia Chiunque viva con un gatto ha avuto modo di interrogarsi sull'elegante ma singolare modo con cui il piccolo felino beve. Come gli uomini, moltissimi animali per bere sfruttano la suzione, che aspira il liquido verso l'alto, mentre i cani immergono vigorosamente la lingua nel liquido tenendola piegata come un mestolo. I gatti non usano né l'una né l'altra strategia.
Questa domanda se l'è posta anche Roman Stocker, biofisico al Massachusetts Institute of Technology, guardando le propria gatta Cutta Cutta, mentre lappava del latte dalla sua ciotola: "Ho capito che dietro questa semplicissima azione si nascondeva un interessante problema di biomeccanica. Da lì il progetto è proseguito a valanga".
Stocker ha così coinvolto altri ricercatori del Virginia Polytechnic Institute e della Princeton University in un progetto di ricerca sui meccanismi di lappata dei felini, i cui risultati, alquanto sorprendenti, hanno meritato la pubblicazione sulla rivista Science.
La velocità del movimento della lingua è essenziale per creare una colonna d'acqua continua, in un delicato equilibrio fra gravità e inerzia Chiunque viva con un gatto ha avuto modo di interrogarsi sull'elegante ma singolare modo con cui il piccolo felino beve. Come gli uomini, moltissimi animali per bere sfruttano la suzione, che aspira il liquido verso l'alto, mentre i cani immergono vigorosamente la lingua nel liquido tenendola piegata come un mestolo. I gatti non usano né l'una né l'altra strategia.
Questa domanda se l'è posta anche Roman Stocker, biofisico al Massachusetts Institute of Technology, guardando le propria gatta Cutta Cutta, mentre lappava del latte dalla sua ciotola: "Ho capito che dietro questa semplicissima azione si nascondeva un interessante problema di biomeccanica. Da lì il progetto è proseguito a valanga".
Stocker ha così coinvolto altri ricercatori del Virginia Polytechnic Institute e della Princeton University in un progetto di ricerca sui meccanismi di lappata dei felini, i cui risultati, alquanto sorprendenti, hanno meritato la pubblicazione sulla rivista Science.
Le riprese ad alta velocità di diversi felini che bevevano, primo fra tutti Cutta Cutta, hanno consentito ai ricercatori di osservare chiaramente come solamente la parte superiore della lingua tocchi il liquido, e che le sottili protuberanze sulla superficie della loro lingua, finora ritenute essenziali per la lappata, in realtà non intervengono nel fenomeno.
I gatti, a differenza dei cani, non immergono la lingua nel liquido: il meccanismo che sfruttano per bere è molto più sofisticato ed elegante. La punta della lingua "spazzola" appena la superficie dell'acqua che viene subito riportata in bocca. In tal modo si forma una colonna di liquido fra la lingua in movimento e la superficie del liquido nella ciotola. Il gatto quindi avvicina il muso e si abbevera del vertice della colonna, senza bagnare il mento (video).
Sempre grazie alle riprese ad alta velocità i ricercatori hanno potuto determinare la frequenza di lappata, grazie alla quale, conoscendo dimensione e velocità della lingua, hanno potuto sviluppare un modello che coinvolge il numero di Froude, un parametro adimensionale che caratterizza il rapporto fra gravità e inerzia. Per tutti i felini, di qualsiasi taglia, questo numero è quasi esattamente pari a uno, indicando un perfetto bilanciamento delle forze in gioco.
La colonna di liquido è creata da un delicato equilibrio fra la gravità, che spinge il liquido a tornare nella ciotola, e l'inerzia, ossia la sua tendenza a permanere nello stato di moto. Il gatto istintivamente sa quanto rapidamente deve lappare per bilanciare le due forze, proprio quando l'acqua è vicina al muso. Se aspettasse una frazione di secondo in più la gravità sovrasta l'inerzia, con la conseguente rottura della colonna e la ricaduta dell'acqua nella ciotola, cosicché la lingua tornerebbe in bocca vuota.
In media, un gatto compie quattro lappate al secondo, ciascuna delle quali apporta 0,1 millilitri di liquido. I felini più grandi, come le tigri, lappano invece più lentamente, ma sempre in modo da mantenere l'equilibrio fra gravità e inerzia. (gg)
lunedì 18 ottobre 2010
GELIDO FUTURO
NN SI POTEVA TRALASCIARE DI POSTARE UN FRIGO COME QUESTO
Futuristic Fridge Coats & Cools Food in Nanorobotic Bio-Gel --
BY DORNOB.COM
Most fridges are horribly inefficient, leaking loads of cold air every time you open them – particularly old refrigerator-and-freezer combinations with a single unified door. Not only is this design concept worlds less wasteful by comparison, but it maintains the classic all-in-one-space approach without sacrificing the ideal temperature of anything it contains.
Surface tension holds each piece of meat or produce suspended in place, but lets you access the products through a self-parting, non-sticking ‘smart surface’ the folds away as needed (all the while deflecting UV and other food-harming rays).The design draws heat energy from the surrounding air, and converts it to cool what is contained within. Since the gel expands as it is filled, the fridge takes up relatively little space when not packed full and ‘shrinks’ against the wall instead.
Nanotechnology is at the heart of how the design works, with microscopic robots identifying the necessary temperatures for each item being stored and adjusting local heat and cold accordingly. Sound far-fetched? Try going back and time and telling people with old-fashioned ice boxes about refrigerators! (Design by Yuriy Dmitriev for Electrolux)
domenica 26 settembre 2010
martedì 7 settembre 2010
ARGIOPE BRUENNICHI
HA SEMPRE RAGIONE MR BONFIGLIOLI.... CHE MI SEGNALA ANCHE IL LINK Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. SINCERAMENTE ERO QUASI SICURO CHE NN POTESSE CHIAMARSI RAGNACCIO SCHIFOSO CMQ ECCOVI IL CUT'N PASTE.
Il ragno vespa (Argiope bruennichi Scopoli, 1772) è una specie di ragno, così denominato per la colorazione dell'addome giallo e nera simile alla colorazione delle vespe.
Le femmine misurano circa 2-5 cm, i maschi circa la metà o anche meno. La livrea delle femmine ha una caratteristica colorazione a strisce gialle e nere a cui si deve il nome comune della specie.
I maschi, invece, sono caratterizzati da colori scuri e molto più uniformi.
Il ragno vespa non è aggressivo, e attacca l'uomo solo se viene disturbato; in tal caso il suo morso, provoca bruciore e arrossamento della parte colpita, ma i suoi effetti svaniscono al massimo nell'arco di un giorno.
Una curiosità si ha nell'accoppiamento di tali aracnidi, infatti quasi sempre le femmine di questi ragni uccidono i loro pretendenti maschi, a meno che questi ultimi non riescano a fuggire prima; spesso nel tentativo di fuga il pene degli individui maschi si spezza all'interno delle femmine, non permettendo che altri ragni fecondino la stessa, e assicurandosi così il successo riproduttivo.
ED ECCO FINALMENTE UNA SPIEGAZIONE SCIENTIFICA DELLE DIMENSIONI DEL "MIO" NN E' PICCOLO.....MI SI E' SPEZZATO NEL TENTATIVO DI FUGA!
Questo tipo di ragno è diffuso in gran parte d'Europa. Vivono in quasi tutti gli ambienti, e molto importante per questa specie e avere lo spazio necessario per la costruzione della sua ampia tela: luoghi prediletti per l'edificazione delle ragnatele sono gli arbusti.
Il ragno vespa (Argiope bruennichi Scopoli, 1772) è una specie di ragno, così denominato per la colorazione dell'addome giallo e nera simile alla colorazione delle vespe.
Le femmine misurano circa 2-5 cm, i maschi circa la metà o anche meno. La livrea delle femmine ha una caratteristica colorazione a strisce gialle e nere a cui si deve il nome comune della specie.
I maschi, invece, sono caratterizzati da colori scuri e molto più uniformi.
Il ragno vespa non è aggressivo, e attacca l'uomo solo se viene disturbato; in tal caso il suo morso, provoca bruciore e arrossamento della parte colpita, ma i suoi effetti svaniscono al massimo nell'arco di un giorno.
Una curiosità si ha nell'accoppiamento di tali aracnidi, infatti quasi sempre le femmine di questi ragni uccidono i loro pretendenti maschi, a meno che questi ultimi non riescano a fuggire prima; spesso nel tentativo di fuga il pene degli individui maschi si spezza all'interno delle femmine, non permettendo che altri ragni fecondino la stessa, e assicurandosi così il successo riproduttivo.
ED ECCO FINALMENTE UNA SPIEGAZIONE SCIENTIFICA DELLE DIMENSIONI DEL "MIO" NN E' PICCOLO.....MI SI E' SPEZZATO NEL TENTATIVO DI FUGA!
Questo tipo di ragno è diffuso in gran parte d'Europa. Vivono in quasi tutti gli ambienti, e molto importante per questa specie e avere lo spazio necessario per la costruzione della sua ampia tela: luoghi prediletti per l'edificazione delle ragnatele sono gli arbusti.
sabato 4 settembre 2010
mercoledì 1 settembre 2010
CAMMINATE FAUNISTICHE CASTELNOVESI
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| CUCCIOLI DI NUTRIA |
mercoledì 25 agosto 2010
BOTANI..SMO
PENSO CHE QUESTO POMO..DORO, LA MELA CHE STA SPOPOLANDO IN GB POSSA INTRODURRE LA MIA SODDISFAZIONE BOTANICA ESTIVA.
I MIEI VASI ORTO SONO INCREDIBILI... X LO MENO DAL MIO PUNTO DI VISTA.
SEI RIGOGLIOSE PIANTE DI PEPERONE VERDE...XCHE' SE LI FACCIO MATURARE E DIVENTARE GIALLI RISCHIANO L'ATTACCO DELLA MUFFA GRIGIA(PROPRIO COME AVEVO TROVATO SUL WEB).
19 PIANTE DI PEPERONCINO MESSICANO CON UN VISIBILIO DI PRODOTTO, E QUESTE X LA PRIMA VOLTA DA SEME.
5 PIANTE DI COCOMERO IN UN VASO MINUSCOLO, NATE DAI SEMI DELLA PRIMA FETTA MANGIATA A MAGGIO....E I RELATIVI 6 MINICOCOMERI DI CUI VI POSTERO' UNA FOTO
(ANCHE QUI IL WEB AVEVA RAGIONE: SE NON METTETE IL FRUTTO SU DELLA PAGLIA...MARCISCE).
sabato 17 luglio 2010
STATURE STATUARIE
IO E IL PIERINO NAZIONALE RIUSCIAMO AD ABBASSARE NOTEVOLMENTE LA MEDIA....DI SEGUITO CIO' CHE HO TROVATO SULL'AUMENTO DELLA STATURA DEGLI ITALIANI: TRIP PODISTICO DI MARTEDI SERA COL MICKCUT AND PAST DA VARI SITI E POST NEL WEB
"La statura media degli italiani è passata da 163,8 centimetri dei nati nel 1874 ai 173,6 centimetri dei nati nel 1967; un ulteriore aumento si è avuto nei decenni successivi nel1992 era di 174.1 cm.: oggi è di circa 176 centimetri nell'Italia centrosettentrionale e2-3 centimetri in meno nel Sud e nelle Isole. La statura media delle donne è circa 13 cm meno di quella dei maschi. Durante la crescita le stature medie sono ovviamente aumentate rispetto a una volta e la pubertà è anticipata".
In cent'anni l'altezza media in Italia è aumentata più di 10 cm. La crescita è stata particolarmente rapida negli anni 70, cioè per gli uomini nati negli anni 50 e che hanno trascorso la loro infanzia negli anni della ripresa e dello sviluppo economico che sono seguiti alla seconda guerra mondiale (dal 1971 al 1981 vi è stato un aumento medio di 2.7 mm/anno). Negli ultimi anni la crescita tende a rallentare; probabilmente si stabilizzerà intorno ai 175/176 cm. Un fenomeno analogo si è verificato in tutti i paesi industrializzati, anche tra le donne. Gli italiani piu' alti vivono in Friuli Venezia Giulia, con una statura media di 178 centimetri; i piu' bassi in Calabria (172,35 centimetri).
giovedì 1 luglio 2010
Finlandia, la Rete è diritto fondamentale
È il primo paese al mondo a riconoscere legalmente un ruolo fondamentale alla banda larga. Ci si augura sia solo la prima tappa
Roma - Dal primo luglio ogni cittadino finlandese avrà garantita per diritto una connessione a banda larga ad almeno 1 Mbps, in quanto servizio universale.L'obiettivo istituzionale per la verità è ancora più largo: fornire a tutta la popolazione una connessione a 100 Mbps entro il 2015. Per far questo il governo finlandese ha quindi innanzitutto sancito come diritto quello della connettività: così le compagnie dovranno - dal primo luglio - fornire a tutti i residenti la banda larga minima garantita. Secondo i dati ufficiali, per la verità, il 96 per cento della popolazione sarebbe già online, escluse sarebbero attualmente solo 4mila case.La stessa idea della connessione come diritto era stata avanza in un sondaggio condotto dalla BBC, e quattro persone su cinque si erano dichiarate d'accordo.Il Ministro delle comunicazioni finlandese Suvi Linden ha spiegato: "Il servizio Internet non ha più esclusivamente un ruolo di intrattenimento, ma è importante per la vita di tutti i giorni dei finlandesi". La Finlandia, oltretutto, si pone in antagonismo con le politiche adottate da altri paesi come la Francia, che ammettono la possibilità di disconnettere l'utente in caso di perdurate attività di file sharing di materiale protetto da copyright, tanto che le etichette discografiche avrebbero già etichettato il paese scandinavo come "estremista radicale".
Claudio Tamburrino
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