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mercoledì 9 novembre 2011

Moncler abbaia ma non morde più

SOLO 2 TRA GLI INNUMEREVOLI CUT&PAST CHE SI POTEVANO FARE OGGI....E IL TITOLO E' IN REALTA' LA DIDA ORIGINALE DELLA FOTO
Sequestro preventivo: il caso Moncler
A cura della redazione di CELLULAREMAGAZINE 09 novembre 2011
nuovamente on-line i siti preventivamente oscurati dal tribunale di Padova Sono stati nuovamente messi on-line i siti oscurati dal tribunale di Padova a causa dell’esposto effettuato da Moncler. L’azienda aveva infatti fornito un elenco di siti contenenti la parola Moncler (molti fraudolenti, ma alcuni assolutamente legittimi) che erano stati bloccati preventivamente in attesa di giudizio. Ieri finalmente lo sblocco da parte del tribunale del riesame che ha giustamente sancito come un provvedimento del genere sia da affettuarsi solo in casi estremi. "Se passa l’idea che basti il nome di un’azienda nell’indirizzo del sito per farlo oscurare, allora è il tramonto della libertà d’espressione", aveva dichiarato il legale specializzato in diritto penale Fulvio Sarzana a La Repubblica. "È la premessa alla censura, in massa, di siti che contengono opinioni sgradite ad aziende o politici".
 
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Sequestro preventivo dei siti: vittoria del diritto su Moncler 09:20 - 7 novembre 2011 di Dario d'Elia
I 493 siti oscurati dal Tribunale di Padova per il caso Moncler sono stati dissequestrati. Al riesame il giudice ha riconosciuto l'esorbitanza del sequestro preventivo rispetto alla concreta acquisizione di elementi fattuali. Vittoria per i provider e il diritto. Il sequestro preventivo dei siti Web in Italia è consentito, ma d'ora in poi le parti lese dovranno giustificare concretamente le condotte illegali: questo di fatto l'epilogo del caso Moncler. Come avevamo anticipato a inizio mese (I provider contro Moncler per gli oscuramenti online), il Tribunale del riesame di Padova era stato chiamato a esprimersi sul caso Moncler. 493 siti il cui dominio conteneva il termine "moncler" da fine settembre non erano più accessibili online per un sequestro preventivo correlato a presunte attività di vendita di merce contraffatta. "Se passa l’idea che basta il nome di un’azienda nell’indirizzo del sito per farlo oscurare, allora è il tramonto della libertà d’espressione", aveva spiegato il legale specializzato in diritto penale dell’informatica Fulvio Sarzana a La Repubblica. "È la premessa alla censura, in massa, di siti che contengono opinioni sgradite ad aziende o politici".
Come se non bastasse erano stati "spenti" anche siti estranei alla vicenda, ma colpevoli di chiamarsi in modo sbagliato. Venerdì scorso però il Tribunale del riesame di Padova ha ristabilito i principi democratici dissequestrando i 493 siti.
"Il provvedimento impugnato tende effettivamente a connotarsi per esorbitanza rispetto alla concreta acquisizione di elementi fattuali che consentano di evidenziare, chiaramente, acclarate condotte di contraffazione di capi con marchi Moncler", si legge nella sentenza. In pratica il giudice ha confermato che lo strumento del sequestro preventivo, proprio perché stabilito prima di un processo, andrebbe usato con oculatezza e quindi accompagnato da solide prove e motivazioni. Non basterà più fornire una lista di domini, in molti casi anche privi dei siti correlati, ma potenzialmente pericolosi solo perché si chiamano in un modo errato. Non da meno l'oscuramento IP selvaggio, che non bada ai sotto-domini estranei a ogni questione.

martedì 26 luglio 2011

AL PEGGIO NON C'E' FINE!!!

PUBBLICO DUE POST DAL WEB....E NON COMMENTO.
L’ultima sparata di Vittorio Feltri è riuscita a far imbufalire anche i suoi fan più accaniti. Appena postato sul web, l’editoriale in cui l’ex direttore del Giornale accusava i giovani laburisti massacrati ad Utoya di essere stati “incapaci di reagire” – perché se “cinquanta persone si lan-ciano insieme sul killer hanno la possibilità di farlo a pezzi con le nude mani”, e loro invece, “egoisti”, non hanno avuto il coraggio di farlo – i lettori del quotidiano di Alessandro Sallusti si sono scagliati contro il fondatore di Libero, neanche si trattasse di una firma dell’odiato Fatto.

Articolo semplicemente delirante. E vergognoso”, scrive Paolo. “Totò avrebbe detto: Feltri… ma mi faccia il piacere!”, attacca Vincenzo. “Guardi che la redazione del giornale l’ha informata male – ironizza Andrea – Era un campo politico giovanile dei progressisti non un campo militare di militanti di Al Qaida”. “Feltri, leggi questo articolo a Oslo.. vediamo cosa ti dicono”, è l’invito di Kellerman.

Sulle pagine web del quotidiano di via Negri nessuno prende le difese dell’ex direttore. Troppo assurde le tesi sostenute nell’articolo, troppo incredibile, disumano, sporcare il ricordo di quei giovani militanti per un’inutile speculazione di un egotista sull’egotismo. Scorrendo l’elenco dei commenti viene giù una carrellata di critiche e disapprovazioni: “vergognoso”, “un capolavoro di disinformazione”, “articolo dilettantesco”, “offensivo ed inutile”. “Mi sa tanto che diventerò una ex lettrice!”, scrive Stellì. “Belle parole – scrive Luca - poi però bisogna andare incontro ad un pazzo con un mitragliatore”.

Un lettore prende in giro il giornalista bergamasco, ricordando la formula che ilgiornale.it impone ai commentatori: “Ti preghiamo di usare un linguaggio rispettoso degli altri e delle regole espresse nel disclaimer. Sii conciso e rileggi sempre il tuo commento prima di inviarlo”. “Questo è quanto il Suo giornale richiede a noi lettori prima di commentare un articolo – annota Bevanda - Dovrebbe fare lo stesso anche Lei prima di pubblicare un articolo”.

Signor Feltri, le auguro di tutto cuore di vivere l’esperienza nella quale si sono trovati questi ragazzi, di tutto cuore”, è l’auspicio sinistro di un Francesco.

TRATTO INTEGRALMENTE DA BLOGGER SENZA FRONTIERE

Credevate di avere sentito quanto di peggio si potesse dire sulla strage di Oslo dopo avere letto lo sproloquio di Feltri? Nel caso, vi sbagliavate. Perché arriva Mario Borghezio che ieri alla Zanzara di Radio 24 ha definito a tratti "ottime" le idee di Brevnik. Certo, epurate dalla violenza, ci mancherebbe. Leggiamo da Youtube:
Secondo Borghezio, questa tragedia "se l'è cercata una parte dei norvegesi, come i socialisti", verso i quali il magnanimo europarlamentare ammette di dover esprimere "un minimo di umanità". E continua: "L'ideologia della società aperta crea mostri. Il killer Breivik è il risultato di questa società aperta, multirazziale, direi orwelliana. Questo tipo di società è criminogeno. Certe situazioni di disagio e di insofferenza è inevitabile che sfocino in tragedia.
Quando una popolazione si sente invasa, poi nascono dei fenomeni di reazione, anche se gli eccessi sono da condannare. Quando si diceva prima che la Norvegia e la Svezia accoglievano decine di migliaia di tunisini, bisognava tener conto dell'impatto che un afflusso di questo genere poteva generare. La società aperta e multirazziale non è quel paradiso terrestre che ci voglion far credere coloro che comandano l'informazione. La società aperta e multirazziale fa schifo".
Borghezio, inoltre, ribadisce le dichiarazioni già ribattute nel pomeriggio dall'agenzia di stampa AgenParl: ""Il "no" alla società multirazziale, la critica dura alla viltà di un'Europa che pare rassegnata all'invasione islamica e financo la necessità di una risposta identitaria e cristiana di tipo templare al dilagare delle ideologie mondialiste, sono ormai patrimonio comune degli europei, fra cui il sottoscritto". Ricordiamo che Brevik aveva messo all'indice tutti i partiti italiani nel suo "Manifesto", tranne la Lega. Nel finale stoccata a Giancarlo Galan e ad Alemanno, ovvero a Roma Ladrona.

mercoledì 6 luglio 2011

Le patatine fritte come la droga


Non si riesce a smettere (di mangiarle) L’impulso a mangiare cibi grassi è condizionato da sostanze, presenti nell’intestino, simili alla marijuana

 TRATTO DA :LA STAMPA
MILANO - Mangiare patatine fritte è come fumare marijuana: rende dipendenti. Un gruppo di ricercatori italiani e americani ha scoperto perché i cibi grassi danno così tanta soddisfazione e perché è difficilissimo smettere di mangiarli. Alzi la mano chi,  è in vita sua, è riuscito ad aprire un pacchetto di chips, ne ha assaggiata una sola e si è fermato lì. E se qualcuno si è domandato il perché adesso ha trovato la risposta. Il segreto sta negli endocannabinoidi, sostanze prodotte dall’intestino, chiamate così proprio perché hanno effetti simili ai cannabinoidi, marijuana compresa.

SENSO DELLA FAME - Tutto, però, comincia dalla lingua: quando una sostanza grassa viene ingerita, genera un segnale che viaggia prima verso il cervello e, successivamente , attraverso il nervo vago, arriva all’intestino e stimola la produzione di endocannabinoidi. A loro volta, questi ultimi attivano altre cellule che, attraverso sostanze chimiche, danno via al “desiderio insaziabile” di patatine (nel caso dell’esperimento appena pubblicato sulla rivista Pnas, ma lo stesso meccanismo vale quando si consumano altri cibi ricchi di grassi, soprattutto quelli presenti nel “cibo spazzatura”). Gli endocannabonoidi (in particolare l’anandamide e il 2-arachidonil-sn-glicerolo), in definitiva, interferiscono con la produzione di ormoni che hanno a che fare con il senso della fame e della sazietà e, proprio per questo, giocano, un ruolo importante nella regolazione dell’assunzione di cibi grassi.

L’EVOLUZIONE - «Parlando in termini evolutivi – spiega Daniele Piomelli, direttore del Dipartimento di Drug Discovery and Development dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Itt) di Genova e autore dello studio, condotto in collaborazione con l’University of California a Irvine – l’esistenza di questo meccanismo è stata molto importante per l’adattamento e la sopravvivenza dei mammiferi, perché i cibi grassi rappresentano un’importante e primaria fonte di energia. Oggi non è più così sia perché nell’ambiente, in cui viviamo,  abbiamo a disposizione tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno, sia perché lo sforzo fisico, a cui siamo sottoposti, è molto minore rispetto al passato. Ecco perché questo meccanismo, così necessario nel passato, è diventato causa di sovrappeso, obesità e altre patologie come il diabete, le malattie cardiovascolari e i tumori».

NUOVE TERAPIE - Lo studio ha anche dimostrato che, attraverso la somministrazione di un antagonista dei recettori degli endocannabinoidi , il bisogno di ingestione di grassi diminuisce. E spiega, infine,  il risultato di un’altra ricerca, appena pubblicata sul New England, che dimostra come le chips siano l’alimento che più fa ingrassare sul lungo periodo, seguite da altri tipi di patatine, dalle bevande zuccherate, dalla carne non conservata e conservata.

DETTO QUESTO CI ASPETTIAMO DA UN MOMENTO ALL'ALTRO L'ARRESTO DI MCDONALD E MCCAIN E IL SEQUESTRO PREVENTIVO DELLA FRIGGITRICE DI MIA MADRE!!!!!

martedì 5 luglio 2011

La prescrizione non basta

DUE ARTICOLI DALLE NEWS DI OGGI...UN SOLO TITOLO

GUIDO BOFFO/LA STAMPA
Giustizia non sarà fatta, perché persino la revoca dello scudetto del 2006 appare sproporzionata alla ricostruzione del secondo filone di Calciopoli, quale risulta dalla relazione del procuratore federale Stefano Palazzi. Un atto di accusa - nei confronti dell’Inter ma non solo - dal quale non vediamo come il Consiglio federale del prossimo 18 luglio potrà discostarsi.

Ma per una risposta che verrà data, ce ne sono molte altre inevase. Troppe. Palazzi ha tolto il velo all’ipocrisia di Calciopoli capitolo primo, alla miopia di chi condusse quell’inchiesta, alla frettolosità di certe scelte (a cominciare dall’assegnazione dello scudetto contestato). Lo ha fatto sei anni dopo, un’eternità. Ea questo punto nessuno può impedire che uno spettro si aggiri nel calcio italiano. Lo spettro di una prescrizione che riapre lo scandalo. Nella relazione di Palazzi vi sono diversi passaggi duri e uno durissimo. Là dove, a proposito degli assidui rapporti tra Giacinto Facchetti e la classe arbitrale, si delinea «la violazione dell’oggetto protetto dall’articolo 6 del Codice di giustizia sportiva ». Ovvero l’illecito sportivo. Basti ricordare che la Juve venne condannata alla retrocessione in serie B non sulla base dell’articolo 6,ma per una serie di violazioni dell’articolo 1, quello sulla lealtà sportiva. In definitiva, nel suo caso, non potendolo provare, l’illecito si dovette presumere. Cosa sarebbe successo se sei anni fa quelle stesse intercettazioni che ora gettando ombre pesantissime sull’Inter (e non solo) fossero state sbobinate, anziché depennate dall’inchiesta, e coerentemente messe a disposizione dei giudici sportivi? Perché gli inquirenti napoletani le giudicarono irrilevanti?Eammesso che lo fossero ai fini del procedimento penale, come mai non le segnalarono alla procura sportiva?

L’idea di una Calciopoli a senso unico è aberrante. Non allevia le responsabilità di Moggi e soci, questo va detto con chiarezza,ma opera una distinzionemanichea tra buoni e cattivi, tra persecutori e vittime, quando le carte dimostrano che le interferenze sui campionati erano molto più estese. E’ penoso che Facchetti non possa difendersi dall’accusa di «aver voluto assicurare un vantaggio in classifica a favore della società Internazionale FC mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale».Potrà in compenso farlo Moratti, lui stesso coinvolto nel j’accuse di Palazzi. Non rischia più sanzioni, ma siamo convinti che questo non possa bastargli. Tutto si prescrive, tranne i comportamenti. Se lo scudetto del 2006 doveva essere il vessillo dell’eticità, requisito formulato dai tre saggi che sostennero Guido Rossi nella riassegnazione, all’improvviso rischia di diventare l’emblema di un’ingiustizia sommaria.

SPUNTA NORMA PRO-FININVEST:E' SCONTRO (DA IL SOLE 24ORE)

Alla fine la norma tanto attesa (o temuta) spunta per davvero. Annidate tra le pieghe del testo della manovra inviato al Quirinale trovano spazio anche poche righe inserite alla fine dell'articolo dedicato alle misure sulla giustizia. Poche ma micidiali. Per gli effetti politici e per l'(ovvia) coda di polemiche che si tirano dietro.
Sino a potere compromettere la firma del capo dello Stato al provvedimento. Perché intervenire a gamba tesa nella causa sul Lodo Mondadori, con i giudici vicini alla sentenza, attesa per il fine settimana, dopo che in primo grado Fininvest è stata condannata a pagare 750 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti, significa, anche, complicare gravemente il percorso della manovra.
Due piccole modifiche al Codice di procedura civile per stabilire che quella che sino ad adesso è una semplice facoltà del giudice, sospendere l'esecuzione di una sentenza di condanna in attesa del verdetto del grado di giudizio successivo diventa un obbligo. Un vincolo cui il giudice non si può sottrarre quando la condanna riguarda, in primo grado, somme superiori a 10 milioni di euro e, in appello, a 20 milioni. Paletti che il maxirisarcimento a carico del gruppo di Silvio Berlusconi, che più volte negli ultimi tempi si era detto preoccupato per la vicenda, supera ampiamente.
Insomma, se anche la sentenza di secondo grado confermasse la condanna nella proporzione tanto temuta dal premier, l'effetto per Fininvest sarebbe nullo. Basterebbe infatti la presentazione di una cauzione, questa la condizione cui è sottoposto il congelamento delle pronuncie, per sterilizzare l'impatto della sanzione. Almeno fino al momento del successivo verdetto della Cassazione.
Che una misura di questo tenore rientrasse nell'ordine delle possibilità era opinione diffusa. Ma nel testo della manovra la disposizione ha poi trovato posto solo all'ultimo momento (come ha anticipato il sito online del Sole 24 Ore). Perché nella versione approvata in Consiglio dei ministri e poi circolata anche nelle redazioni la disposizione era del tutto assente. O meglio era previsto un intervento sul medesimo tema ma di significato del tutto opposto, senza dubbio più coerente con l'impianto della manovra e, segnatamente, delle misure sulla giustizia. Veniva infatti introdotta una sanzione pecuniaria, fino a 10mila euro, per le richieste di sospensione dell'esecuzione delle sentenze manifestamente infondate. Una misura indirizzata a colpire le condotte puramente dilatorie secondo una 'filosofia' che già ha caratterizzato precedenti misure assunte dal Governo.
Laconico Carlo De Benedetti. Intercettato in Bocconi a margine di un convegno sulle liberalizzazioni si limita a un «ho sentito» per prendere poi il largo. Durissime invece le reazioni del Pd. Con il segretario Pierluigi Bersani che attacca, «se una cosa del genere fosse confermata sarebbe la prova che per tutti gli italiani la manovra sarà un problema e per il presidente Berlusconi una soluzione. Voglio credere che non si insulti il Parlamento trasmettendogli una norma del genere». Mentre il presidente Rosy Bindi evidenzia la nuova prova del conflitto d'interessi che soffoca il Paese, il presidente dell'Anm Luca Palamara giudica la misura come «iniqua e incostituzionale» e del tutto scollegata dal contesto delle misure urgenti sul processo civile. Timida la reazione della maggioranza affidate ad Enrico Costa capogruppo Pdl alla Camera in commissione Giustizia: «In un momento di difficoltà economica abbiamo provato a contemperare le esigenze del creditore con quelle del debitore».

domenica 19 giugno 2011

bye bye BIG MAN

Clemons, il "Big Man", è morto a 69 anni. A maggio l'ultima
esibizione al fianco di Lady Gaga

Il ricordo del Boss: «Il mio socio»

NEW YORK
Clarence Clemons, lo storico sassofonista della E Street Band di Bruce Springsteen, è morto questa notte. Una settimana fa era stato colpito da un ictus mentre si trovava nella sua casa in Florida. Lo ha reso noto un portavoce della band. Il "Boss" si è detto «distrutto dal dolore», riferisce la Cnn: «Ha sempre dato il massimo, ogni volta che è salito sul palco. Era un grande amico, il mio socio», ha aggiunto Springsteen.

Soprannominato da sempre "Big Man" per via della sua stazza, Clemons, 69 anni, ha accompagnato Springsteen fin dai primi anni Settanta. Ma da tempo aveva problemi di salute, soprattutto legati alla schiena e alle ginocchia, per i quali si è dovuto sottoporre a più interventi.

«L'ultimo tour è stato un vero inferno ma questo dolore mi ha reso molto più forte», aveva dichiarato il sassofonista a Rolling Stone, lo scorso febbraio, «e finché la mia bocca, le mie mani e il mio cervello funzioneranno continuerò a suonare». Dopo l'ictus, Clemons era stato sottoposto a due interventi chirurgici al cervello.

La sua ultima apparizione sul palco accanto al "Boss" risale allo scorso dicembre, al Carousel House di Asbury Park, nel New Jersey, mentre a maggio, in occasione della finale del talent show televisivo "American Idol", si era esibito al fianco di Lady Gaga.

lunedì 13 giugno 2011

Urne chiuse in Venezuela, il bilancio nero del voto all’estero

TRATTO INTEGRALMENTE DA WWW.VOCE.COM.VE

MERITA DI ESSERE POSTATO XCHE' MI SEMBRA DI ESSERE NELLO YEMEN INVECE CHE IN ITALIA E X QUESTO PUBBLICO QUESTA FRASE DI 130 ANNI FA:
«Tutt'altra Italia io sognavo nella mia vita, non questa miserabile all'interno ed umiliata all'estero». Giuseppe Garibaldi (1880)
 

Per l’organizzazione delle votazioni fuori dall’Italia sono stati spesi 26 milioni di euro, pari alla spesa annuale per 4,5 milioni di cittadini italiani all’estero. Ma i disagi non sono mancati
13/06/2011
CARACAS - La Direzione Generale degli Italiani all’Estero e le politiche migratorie del ministero degli Esteri è venuta a conoscenza attraverso le pagine della ‘Voce’, delle problematiche vissute dagli italiani in Venezuela che volevano esercitare il proprio diritto di voto per questo referendum ed ha assicurato la validità dei voti espressi dai cittadini nel Paese, anche se alcuni di questi hanno votato con certificati elettorali che riportavano alterazioni nei dati anagrafici. Lo sostiene il Console Generale Giovanni Davoli, contattato dal nostro giornale all’indomani della chiusura delle urne. - Ho avuto uno scambio di battute con dei colleghi a Roma – afferma il Console – e mi hanno confermato che gli errori nelle date di nascita sui certificati elettorali non mettono a rischio la validità del voto. Quello che viene preso in considerazione è il numero nel registro elettorale.
Davoli si nega a rivelare il nome della tipografia incaricata della stampa dei documenti elettorali ma riferisce che è una ditta di connazionali che si è già occupata del processo di stampa per le scorse tornate elettorali. - In passato hanno dato ottima prova di sé, ora ci hanno deluso - commenta il diplomatico. Secondo Davoli non era compito del Consolato controllare, magari a campione, la correttezza delle schede. - Con quale scopo? Non ne vedevo il fine - sostiene. Ora che il danno è fatto - ma è solo un “danno all’immagine”, commenta il Console - è importante però capire le ragioni dell’errore ed adottare provvedimenti nei confronti dei connazionali responsabili dell’alterazione dei dati anagrafici. - Stiamo verificando il tutto con gli avvocati e prenderemo provvedimenti. La ditta non ha rispettato un contratto ed ha commesso un errore grave.
Gli italiani in Venezuela hanno un passato burrascoso in tema di elezioni. Noto lo scandalo delle schede del centro-sinistra bruciate nelle politiche 2008 dal faccendiere calabrese Aldo Miccichè, su cui indaga la Commissione Antimafia. Migliaia di schede votate dagli italiani in Venezuela finite al rogo e poi “sostituite”. Venuti a galla i brogli ed alla luce i nomi di alcune personalità di spicco della nostra Collettività (nelle intercettazioni spuntano i nomi di due consiglieri del Cgie tuttora in carica) la candidata del Pd, Marisa Bafile ipotizzava: “Secondo me prima avevano manomesso i plichi, poi a un certo punto evidentemente non hanno più avuto la possibilità di farlo e quindi hanno dovuto per forza eliminarle, in questo caso bruciandole”. Manomettere i plichi? Con nell’armadio scheletri di questa mole, forse sarebbero stati necessari dei controlli. Quello che però ora preoccupa il nostro Consolato sono le centinaia di schede elettorali mai arrivate a destinazione e rispedite al mittente. Davoli addebita la responsabilità al sistema postale venezuelano - dimostratosi inadeguato nelle operazioni di mailing anche poco tempo fa, quando bisognava notificare a più di 3 mila pensionati le nuove disposizioni dell’Inps -, agli “indirizzi aleatori” che rendono incerta la ricezione dei documenti e alla superficialità di alcuni cittadini che non aggiornano i propri dati, conservando presso gli elenchi Aire vecchi indirizzi.
A urne chiuse, comunque, il bilancio dell’operazione referendum all’estero è negativo. Tanti italiani non hanno ricevuto la scheda per votare e, quando l’hanno richiesta, hanno scoperto di essere scomparsi dalle liste Aire. Altri, invece, sono rimasti perplessi quando si sono ritrovati in mano certificati elettorali inverosimili secondo i quali erano nati nell’Ottocento o alla fine del Terzo millenio: “Posso votare se risulto non ancora nato?” si è chiesto qualcuno. Infine i disagi sofferti al momento di votare presso il Consolato a Caracas, quando ad un certo punto le cassette postali strabordavano ed era impossibile riporvi nuove schede ed i voti dei nostri connazionali sono quindi stati affidati alla buona fede di operatori del Consolato e vigilanti di sicurezza.
Nel frattempo si moltiplicano sui social network di Internet le lamentele degli italiani in Venezuela, in Argentina, in Brasile ed in altri Paesi, per questo referendum vittime di scarsa informazione, disorganizzazione ed inghippi elettorali. Problematiche che si sono sovrapposte nonostante per la sola organizzazione del voto all’estero di questo referendum siano stati spesi 26 milioni di euro, dato citato dal sottosegretario Alfredo Mantica, ossia quanto si spende in tutto un anno per 4,5 milioni di cittadini italiani all’estero.
Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini ha chiesto al presidente della Camera di intervenire per creare un gruppo di lavoro costituito da parlamentari eletti all’estero, che garantiscano la trasparenza delle procedure elettorali all’estero. Il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, ha dal canto suo depositato un esposto alla procura di Roma in cui si chiede la verifica della regolarità delle operazioni di voto degli italiani all’estero.

I cittadini si sfogano su Facebook Visti i precedenti di atti illegali su cui investiga la magistratura antimafia, nelle votazioni all’estero ed in particolare in Venezuela, non sembra un po’ rischioso un sistema di votazione basato su schede sbagliate? (Venezuela)
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C’è un documento dello stato italiano dove si dice che nonostante “l’errore” il voto è valido? (Venezuela)
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Si può votare senza essere nati? (Venezuela) ... “Alcune persone hanno ricevuto le buste incomplete. Cioè contenenti solo la metà dei documenti che avrebbero dovuto ricevere. Ho trovato tante persone per strada arrabbiate per la disinformazione sul referendum, dicendomi di dover decidere di NON votare solo perché non capivano di cosa si trattava. Infatti, per quelli che non sanno la lingua italiana ma hanno particolare interesse di partecipare in momenti importanti come questi è importante che l’informazione arrivi in spagnolo in modo chiaro ed esaustivo. Leggendo l’informazione in spagnolo nemmeno io, pur sapendo di cosa si tratta, riuscivo a capire niente. Queste persone sono state costrette a rimanere “zitte”.
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A me le schede non sono arrivate, sono andata in consolato a prenderle, appena entrata sulla mia sinistra vedo una stanza con la porta aperta, c’erano tutte le schede nn arrivate, tornate indietro teoricamente. La stanza di almeno 6 x6 metri, era piena di casse di cartone che arrivavano fino al tetto ordinate per nome e cognome, l’ho visto io, nessuno me lo ha raccontato, le schede nn sono state consegnate, a Rosario è stato un caos e chi dice il contrario mente alla grande! È una vergogna! Altro che elezioni politiche! Regna un caos assoluto e nessuno si interessa di noi! Noi italiani all’estero non contiamo niente, zero, mi vergogno io che appartengo alla collettività italiana di Rosario, ma in Consolato cosa penseranno?
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Con quale spirito pensiamo che gli Italiani all’estero voteranno le prossime elezioni politiche? È dura a dirla, ma purtroppo in Italia siamo un paese Incivile, corrotto.
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A rosario il Consolato faceva una pubblicità che andava in onda a mezzanotte e passa, siamo da ricorverare! Sono arrabbiata, che poi la figuraccia la facciamo sempre noi italiani nel mondo!
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Vergognoso è dire poco... dove sono i parlamentari all’estero?
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Il bunga bunga delle schede!
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Di fatto sono venuti meno all’art 48, ci sono tutti i presupposti per un azione legale.
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Sempre peggio con il voto all’estero. Si deve far qualcosa, va immediatamente cambiato il sistema, i nostri parlamentari si devono sedere con consoli e ambasciatori, presidenti dei Comites e associazioni e fare delle modifiche al voto all’estero. Così ci fregheranno sempre e poi sempre!
Monica Vistali//La Voce d´Italia

martedì 10 maggio 2011

PILLOLE DI SAGGEZZA

AL PUVRAT LA PANZA PATES
AL CAIOUN MAI PIO' GUARES!

ANCORA UNA VOLTA LA LAVAGNA DEL BAR DI PORTILE MI SCUOTE DA UN APATIA DI DUE SETTIMANE COAUDIUVATA DA UNA "BORSITE" CRONIKA.

NON CORRO...NON ESCO...NON SCRIVO.... L'UNICA COSA CHE RIESCO A FARE SERIAMENTE E' LAVORARE.... E SINCERAMENTE ANCHE INGRASSARE.
MA IN REALTA' HO PENSATO A CONDIVIDERE CON VOI QUALCOSA
(SICURAMENTE NO LA FESTA SCUDETTO DEL MILAN)
TIPO.... LA RICOMPARSA DEL GRANCHIO DI FIUME NEL REGGIANO DOPO 4 SECOLI DI PRESUNTA ESTINZIONE
TIPO....LA GIROVAGATA IN MOTAGNA DI 2 DOMENICHE FA.... TIPO IL FATTO CHE LA COCCA STA FORMANDO UNA SQUADRA X FARE LA MODENA MONTESE (PODISTICA NOTTURNA)....
TIPO CHE SONO STATO AL FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA DI REGGIO....TIPO CHE HA RIAPERTO IL RIO GAMBEIRO E CHE CI SONO CIGNOTTI E PAPEROTTI...
TIPO CHE IL BALU HA FOTOGRAFATO LA RAGANELLA NN SO DI CHE TIPO MA E' UN'ALTRO ANIMALE RARO...
CHE IL MICK HA CAMBIATO IL NOTEBOOK.... 

MA ALLA FINE ERANO TUTTE (A PARTE IL GRANCHIO) COSE COMUNI E ALLORA HO PREFERITO RAGGRUPPARLE IN UN UNICO POST

martedì 26 aprile 2011

chi cerca...trova

 NON RIUSCIVO A TROVARE UN TITOLO A QUESTO POST...
COMBATTUTO TRA I DIVERSI AGGETTIVI CHE POTEVANO CARATTERIZZARE QUESTO TIPO A SECONDA DEI MOMENTI IN CUI MI E' VENUTO IN MENTE.
QUINDI CERCATEVI IL TITOLO SECONDO IL VS STATO D'ANIMO

 26 Apr 2011 - Ieri a Detling, contea inglese del Kent, durante il numero dell’uomo cannone,  previsto nella manifestazione pasquale “Scott May's Daredevil Stunt Show”, lo stuntman di 23 anni è morto davanti a 2000 spettatori. L'incidente è stato causato dal cedimento della rete di sicurezza. Alla polizia , che ha aperto un’inchiesta, tanti spettatori che hanno assistito all’incidente, hanno rilasciato la propria testimonianza. "Una cosa davvero orrenda, la rete ha ceduto mentre era in aria.È atterrato sull'erba con la testa, poi ha continuato a rotolare fino a quando non è rimasto immobile sulla schiena", ha dichiarato un uomo, mentre la mamma di un bambino ha detto "Aveva sangue dappertutto, è stato orribile". Lo stuntman conosciuto con il nome di Matt, dopo essere stato sparato dal cannone, sarebbe atterrato sull'erba con la testa per poi continuare a ruzzolare fino a quando non è rimasto immobile sulla schiena. Immediatamente soccorso e stato trasportato in ospedale, dove è deceduto in seguito ai traumi.
Come riportato dal giornale torinese La Stampa, il numero delle vittime per gli incidenti verificatesi durante questo genere di esibizioni ammonta a trenta nell'arco di centoquaranta anni, ovvero da quel 1870 quando per la prima volta un uomo venne sputato fuori da un cannone come se fosse una proiettile. Poco più di un secolo dopo, Francesco De Gregori avrebbe pensato alla sua donna cannone.

SE INVECE NN TE NE FREGA NIENTE DI QUELLO CHE E' SUCCESSO A QUESTO RAGAZZO, SEI SADICO O MENEFREGHISTA PUOI GIOCARE ALL'UOMO CANNONE A QUESTO LINK:  www.calshop.biz/l_uomo_cannone_gioca.html

sabato 26 marzo 2011

CATCH'EM ALL

FIGURINE...SI FIGURINE DEI CALCIATORI....E GARDATE CHE COSA POTETE AVERE IN MANO SE TROVATE IL N° 116....

sabato 12 marzo 2011

LOTTEREMO FINO ALLA MORTE....

LA MARSIGLIESE DA STADIO ECCITA SARKO' FINO AL PUNTO DI VOLER ENTRARE IN GUERRA CON GHEDDAFI ANCHE DA SOLO...
LO TSUNAMI POSTERREMOTO GIAPPONESE E SOPRATTUTTO I DANNO ALLE CENTRALI NUCLEARI....
MA CIO' CHE SPAVENTA I LETTORI E' QUESTO
 
Nel 1998 una di loro salvò il raìs da un attentato morendo eroicamente
E' giallo sulle 'amazzoni' di Gheddafi, potrebbero essere con lui nel bunker

Roma - (Adnkronos /Aki) - Le 40 bellissime guerriere sono state addestrate al culto della sua personalità. Nelle ultime apparizioni il colonnello è apparso scortato solo da uomini. La guardia in rosa fu istituita negli anni Novanta


SI SONO TUTTE NOTIZIE DI UNA GRAVITA' ECCEZIONALE  MA POI SE TORNATE ALLA NS CRONACA TROVATE QUESTE NOTIXIE:

Padova. Supera un’auto in modo non regolamentare e quando i carabinieri di Campodarsego gli contestano la multa esibisce una carta di circolazione veneta anziché italiana, con tanto di timbri dell’Onu, ottenuta nella sua qualità di presidente dello «Stato di Padova della Repubblica veneta». Per tutta risposta i militari, come riportano i giornali locali, portano Gabriele De Pieri, 43 anni, in caserma, per contestargli una serie di verbali di multa, oltre a una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale. «Ho esibito la nuova patente veneta - racconta l’uomo - non valida, dicono. Ma io ribatto che a casa nostra è validissima e che qui loro non hanno sovranità». De Pieri è talmente convinto della sua tesi da aver fatto verbalizzare ai Carabinieri di dichiararsi «cittadino del popolo veneto e titolare di sovranità originaria» e in quanto tale non asservito «all’autorità dello Stato italiano». I verbali di multa sono stati scritti, ovviamente, in italiano, lingua che il venetista dichiara di non saper leggere e per questo di aver richiesto una traduzione in veneto. Anche per questo De Pieri annuncia di volersi rivolgere alla Corte Europea dei diritti umani

giovedì 24 febbraio 2011

YES COMMENT 2


QUI POTETE VEDERE COME AVREBBE DOVUTO ESSERE LO SPOT SUL NUCLEARE.... OVVIAMENTE LO PUBBLICO SOLO OGGI CHE LEGGO SUL GIORNALE CHE QUELLO INVECE APPARSO X MESI IN TV E' STATO CENSURATO....
SOTTO INVECE TROVERETE LA VIGNETTA DEL MANIFESTO DI IERI CHE MI SEMBRA DARE UNA "GIUSTA VISIONE" DELLA SITUAZIONE LIBICA...L'AVEVO GIA' SCARICATA MA MI SONO DECISO A POSTARLA SOLO DOPO UN COMMENTO DI UN VECCHIETTO STAMATTINA AL BAR DI PORTILE. LA SITUAZIONE DELLA RIVOLUZIONE TOTALE MEDIORIENTALE/NORDAFRICANA VENIVA RAPPORTATA ALL'ITALIA: " E' ANCORA PRESTO X LA RIVOLUZIONE DA NOI...NN C'E' ANCORA ABBASTANZA FAME...X SCENDERE IN PIAZZA CI VUOLE LA FAME..."




 SINCERAMENTE SPERO CHE LA NS ISTRUZIONE CI PORTI A MUOVERCI PRIMA!
INTANTO NAPOLITANO CERCA DI BLOCCARE LE MANOVRE ANTICOSTITUZIONALI E AD PERSONAM ORAMAI GIORNALIERE DEL NS PARLAMENTO...I GIUDICI TENTANO DI PROCEDERE IN TUTTI I MODI...UMBERTO ECO PARAGONA SILVIO AD ADOLF...ANTONELLA ELIA VIENE INGOIATA DALLA CASA DEL BIGBROTHER MA QUELLO CHE CI INTERESSA E': MA DA DOVE E' STATA RIVOMITATA....VENT'ANNI FA ,UDITE E RICORDATE E' STATA LA MADRINA DEL SUPERZAMPONE CASTELNOVESE....NOTO CON DISPIACERE CHE LA MIA IGIENISTA DENTALE E' SICURAMENTE ESTETICAMENTE PEGGIO DI QUELLA DI SILVIO E CHE LA PULIZIA DEI DENTI MI FA ANCHE UN MALE CANE....CHE I MIEI C.CORRENTI SONO COSI' VUOTI CHE SE CI METTO UN'EURO SENTO L'ECO X UNA SETTIMANA....CHE LA BENZINA HA INIZIATO AD AUMENTARE UN BEL PO' PRIMA DELLA CRISI LIBICA..CHE LA TV DIGITALE TERRESTRE CONTINUA A VEDERE IN MODO BALBUZIENTE E CHE E' MEGLIO COSI' XCHE' I NUOVI CANALI SONO IN REALTA' SPAZI REPLICA DELLE SERATE PRECEDENTI ECC. ECC.

martedì 11 gennaio 2011

IL "NUOVO" FENOMENO DI FACEBOOK

STAVO CERCANDO NOTIZIE SULLA SINGOLARE MORIA DI VOLATILI CHE DALL'ARKANSAS SI E' SPOSTATA NIENTEPOPODIMENO CHE A FAENZA E MODENA QUANDO........ HO LETTO QUEST'ALTRA NEW CHE RIGUARDA LA NS METROPOLI:

Facebook ha un nuovo fenomeno. Si chiama Paolo Corradini il ragazzo di 18 anni di Modena che ha raggiunto al momento 614.099 fan. Come? Con una scommessa: se arriverà a un milione di fan su Facebook (e a questo punto non manca moltissimo) si tatuerà 151 Pokemon sulla schiena.


Probabilmente il tutto è partito per gioco. E il giovane magari non si aspettava neanche di arrivare a 1.000. Invece Facebook, l'effetto virale tipico del web e un po' di "fortuna" hanno fatto tutto il resto. Paolo Corradini e i suoi 151 Pokemon sono diventati un vero e proprio fenomeno di internet.
Addirittura da qualche tempo a questa parte il 18enne di Modena ha inserito sulla pagina Facebook un contatto per sponsor e giornalisti. E in effetti 600mila fan e più costituiscono un numero di contatti "appetitoso".
"Questa è una scommessa col popolo di Facebook! Mi chiamo Paolo e sono di Modena...sfido il popolo di Facebook: se questa pagina raggiungerà 1 milione di fans mi tatuerò 151 Pokemon sulla schiena...", scrive il giovane sul social network.
"Non pensavo che avreste invitato tutti i vostri amici a diventare fans...e anche più volte. in ogni caso confermo la scommessa", aggiunge. E a quanto pare la scommessa Paolo Corradini l'ha quasi persa...o vinta, a seconda dei punti di vista.
Giovanni Carzana

ALLORA.... IL 152ESIMO VORREI TATUARGLIELO IO...UN PIKACIUK IMMENSO....HO ANCHE VARI POSTI CORPOREI DA VALUTARE....
CHI SI OFFRE VOLONTARIO X TENERLO FERMO????

AH VOTA IL NS SONDAGGIO: SUPERPIZZAIOLO 2011.....A GRANDE RICHIESTA DEVO,DEVO,DEVO PUBBLICARLO!!!!!

sabato 4 dicembre 2010

wikileaksnews

WikiLeaks.ch: il portale rimane a galla grazie alla Svizzera


Pubblicato da Diego in Internet, Sicurezza Informatica. Sabato, 4 Dicembre 2010.

WikiLeaks rimane in vita grazie allo stato neutrale per eccellenza ossia la Svizzera: da WikiLeaks.org ormai definitivamente chiuso e bandito, si segnala l’apertura di WikiLeaks.ch che porta tutta l’ingente e scottante documentazione su server elevetici aggirando così le ultime difficoltà. La società americana EveryDNS.net aveva infatti seguito gli ordini internazionali e aveva bannato il portale e la stessa Amazon aveva chiuso le porte dei propri server. Sintomo che anche se forse le ultime informazioni diffuse non erano così sconvolgenti, quelle passate e soprattutto quelle ancora inedite preoccupano molto le nazioni.

WIKILEAKS: ASSANGE, FILE CONSEGNATI A 100MILA PERSONE
(AGI) Londra - L'archivio dei documenti di Wikileaks e' stato consegnato in forma criptata a 100mila persone in diversi Paesi. Lo ha detto Julian Assange, rispondendo alle domandei dei lettori del Guardian. "Se succede qualcosa a noi e non dovessimo essere piu' raggiungibili - ha spiegato il fondatore di Wikileaks - una chiave elettronica verrebbe inviata via web e i file sarebbero resi leggibili. La storia vincera'.
Riusciremo a sopravvivere? Dipende da voi", conclude Assange.

Assange: Amazon Codardi e Bugiardi + Video Bunker Svedese


Amazon è il gestore dei server che fino a poco tempo fa garantivono l’host al servizio no-profit di Assange sotto domimio wikileaks.org.

Le evidenti ripercursioni che in questi giorni stanno avendo le notizie dei files di Wikileak, evidentemente non sono piaciute agli Usa e neanche a Amazon.
“Codardi“: Julian Assange bolla con quest’aggettivo Amazon, colpevole di aver estromesso dai propri server Wikileaks ipotizzando in una nota una violazione delle proprie regole di comportamento.
“Il comunicato stampa di Amazon non è compatibile con i fatti di pubblico dominio. E’ una cosa da codardi, una bugia”. Wikileaks è stato poi “sfrattato” anche da Tableau Software, il sito è rimasto oscurato per sei ore prima di ricomparire con un nuovo dominio svizzero, wikileaks.ch.
La scelta di andare su Amazon, ha spiegato Assange rispondendo in chat alle domande dei lettori del Guardian, fu fatta per testare la libertà di stampa negli Stati Uniti.
L’astuzia di Assange, però, si comprende molto bene da quello che chiarisce poco dopo sempre in chat:
“Dal 2007″, ha affermato, “ci siamo deliberatamente piazzati su diversi server in luoghi che ritenevamo deficitari quanto a libertà di espressione, soprattutto per quel che riguarda la differenza tra la retorica e la realtà. Amazon era uno di questi”.
Negli scorsi giorni infatti il sito si era trasferito su server svizzeri, a causa anche degli incessanti attacchi DdoS al portale(arrivati fino a 10 Gigabits per second!).
Amazon risponde che gli evidenti attacchi stavano compromettendo l’infrastruttura dei server ma i collaboratori di Wikileaks rispondono su Twitter cosi:
“Se Amazon è così a disagio con il Primo Emendamento dovrebbero uscire dal mercato della vendita dei libri“, ha stoccato WikiLeaks via Twitter.
Il primo emendamento riguarda appunto la libertà di stampa negli USA.

mercoledì 1 dicembre 2010

INCONGRUENZE LEGALI WEB

Oggi (30/11/10)il giurista e politico italiano Stefano Rodotà ha dichiarato che “il web è un diritto cosituzionale e l’accesso a Internet deve diventare anch’esso un diritto costituzionalmente garantito”.


Il progetto per il 2011 è quindi stendere un nuovo articolo, da aggiungere alla Carta fondamentale. Si tratta dell’articolo 21-bis, il progetto di stesura proposto da Stefano e dal direttore di Wired. Rodotà poi aggiunge ‘la Costituzione e’ nata quando Internet non esisteva. E’ arrivato il momento di scrivere che l’accesso alla Rete, il piu’ grande mezzo di comunicazione della storia, e’ un diritto costituzionale’. Siamo nelle tue mani Stefano, fai in modo che nessuno ci tolga o ci limiti anche questo diritto!
 
SUBITO DOPO LEGGO QUAESTO ARTICOLO SU UN'ALTRO SITO:
 
Ogni qualvolta si vorrà installare in casa un semplice router occorrerà chiamare un tecnico specializzato, ovviamente da retribuire allo scopo, il quale dovrà controfirmare la propria installazione con la certificazione di aver agito secondo le regole dell’arte. Addio al fai-da-te ed al semplice piacere di configurare la propria rete a proprio piacimento: questo, almeno, è quanto traspare dalle parole contenute in un decreto legislativo approvato il 22 ottobre scorso dal Consiglio dei Ministri in «Attuazione della direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni». Rimane tuttavia un ampio margine di azione per evitare la caduta nell’ennesimo orpello normativo anti-Internet: di qui l’utilità dell’allarme scattato attorno ad una norma che necessiterà ora del necessario monitoraggio affinché tutto vada nel verso giusto.




La segnalazione è di Stefano Quintarelli ed il testo ufficiale del decreto è disponibile online. Si tratta con ogni evidenza di un nuovo paradossale balzello teoricamente tanto sgangherato da risultare addirittura inapplicabile oltre che iniquo, privo di logica, privo di utilità e del tutto dannoso se applicato secondo quanto delineato nel testo approvato. Ma dal testo sembra trasparire anche una speranza per cui l’allarme attuale possa essere ingiustificato.

Il nocciolo della questione risiede nel comma 1 articolo 2: «Gli utenti delle reti di comunicazione elettronica sono tenuti ad affidare i lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), numero 1), che realizzano l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, ad imprese abilitate secondo le modalità e ai sensi del comma 2». Nella fattispecie si comprendono nell’articolo «le apparecchiature allacciate direttamente o indirettamente all’interfaccia di una rete pubblica di telecomunicazioni per trasmettere, trattare o ricevere informazioni; in entrambi i casi di allacciamento, diretto o indiretto, esso può essere realizzato via cavo, fibra ottica o via elettromagnetica; un allacciamento è indiretto se l’apparecchiatura è interposta fra il terminale e l’interfaccia della rete pubblica».

Il comma 2 specifica tutta una serie di dettagli che il Ministro dello Sviluppo Economico dovrà deliberare entro un anno dall’entrata in vigore del decreto.

....Il comma 3 indica le sanzioni a cui si andrà incontro in caso di mancato allineamento alle regole imposte: «Chiunque [...] effettua lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali [...], realizzando l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, in assenza del titolo abilitativo di cui al presente articolo, è assoggettato alla sanzione amministrativa pecuniaria da 15.000 euro a 150.000 euro, da stabilirsi in equo rapporto alla gravità del fatto».

La speranza è però appesa ad un piccolo passaggio del comma 2 che mette in gioco una serie di eccezioni ancora tutte da definire. Le parole sono ad una ad una importanti:

f) i casi in cui, in ragione della semplicità costruttiva e funzionale delle apparecchiature terminali e dei relativi impianti di connessione, gli utenti possono provvedere autonomamente alle attività di cui al comma 1

Un semplice router o un semplice switch possono essere annoverati in questa casistica «in ragione della semplicità costruttiva e funzionale» che li contraddistingue? Se sì, il problema non sussiste. Ma a questo punto occorre attendere il decreto che il Ministro dello Sviluppo Economico andrà ad esplicitare nei mesi a venire. Nel frattempo «è tutto vietato, tranne ciò che sarà permesso».

martedì 30 novembre 2010

Wikileaks: i file rubati grazie a lady Gaga

 Wikileaks sta mettendo in crisi le diplomazie del mondo grazie a 250.000 documenti classificati della diplomazia Usa. Come li ha ottenuti?Grazie a una chiavetta usb e a un cd di Lady Gaga.
La vicenda viene raccontata dal Guardian: sette mesi fa il 23enne Bradley Manning, analista di intelligence, è riuscito a violare il dipartimento della Difesa americano attraverso Siprnet, l'intranet del dipartimento dove convergono le informazioni diplomatiche e militari, e a cui Manning aveva accesso in quanto soldato. Il motivo?Manning si diceva nauseato dall'arroganza degli Usa e dei soprusi a cui erano sottoposti i civili iracheni.
“Mi sono avvicinato al computer con un cd di Lady GaGa, ho cancellato la musica e scritto un file compresso. Nessuno ha sospettato nulla. Mentre facevo finta di ascoltare e cantare Telephone ho scaricato quella che verosimilmente è la più grande sottrazione di dati riservati della storia americana” ha raccontato in chat Manning al suo amico Adrian Lamo. Una volta trasferiti i dati sulla chiavetta usb, gli è bastato poi inviarli a Wikileaks.
Ora il ragazzo, dopo essere stato denunciato proprio dall'amico Lamo, è in isolamento e il prossimo anno affronterà la corte marziale.
Nel frattempo Wikileaks ha deciso di pubblicare i file gradualmente, e mentre le diplomazie del mondo sono scosse dal terremoto scatenato dalla creatura di Julian Assange, l'intelligence degli Stati Uniti si interroga anche sulla reale sicurezza di Siprnet.


DI SEGUITO NELLE GOOGLENEWS VEDO CHE HANNO BUSSATO EMILIO FEDE.....
CHE HANNO BUSSATO ECCLESTONE.....
CHE LI AVREI BUSSATI ANCHE IO.....
E LA PAGELLA DI BERSANI.....


OOOOSSSTIIIAAA

venerdì 19 novembre 2010

CYBERGUERRA???


Lo ha riferito la U.S.-China Economic and Security Review Commission

Internet, traffico Usa dirottato in Cina per diciotto minuti

Ad aprile il 15% dei contenuti di vari Paesi deviato su server cinesi. «Compromesse privacy e sicurezza»

MILANO - L'8 aprile 2010, per diciotto minuti, una quota del 15 per cento dell’imponente traffico internet mondiale, e in particolare statunitense (incluse comunicazioni da e per i siti dell’Esercito, della Marina, del corpo dei Marines, dell’Aeronautica, dell’ufficio del Segretario della Difesa, del Senato e della Nasa), potrebbe essere stato registrato e decriptato dalla Cina. Con conseguenze che potrebbero rivelarsi drammatiche per la privacy e la sicurezza.


DICIOTTO MINUTI - Lo ha reso noto qualche giorno fa il National Defense Magazine dopo la denuncia del pdf di 300 pagine della U.S.-China Economic and Security Review Commission nel rapporto annuale della Commissione Usa-Cina per la sicurezza presentato al Congresso americano. La stampa estera riprende la notizia, chiedendosi perché l’accaduto emerga solo ora, a distanza di sette mesi. In quei diciotto lunghi minuti infatti i dati internet ad alta sensibilità statunitensi e di molti altri Paesi sono passati erroneamente attraverso i server cinesi, dopo che China Telecom aveva inviato informazioni di routing sbagliate: una mole di traffico impressionante, compresi i delicati dati delle agenzie governative, ha seguito il percorso errato a causa della modifica del routing su internet, approdando sui server cinesi. Il fenomeno in questione è il cosiddetto "IP hijacking" e si verifica quando il router impone una rotta diversa, indicando come percorso migliore un nodo differente da quello abituale. In questo caso dunque il nodo cinese è stato opportunamente configurato per risultare agli occhi di chi inviava il pacchetto come l’algoritmo di routing da preferire. China Telecom ha categoricamente smentito, in un comunicato inviato alla France Presse, «qualsiasi deviazione di traffico internet».

ERRORE O ATTACCO - La stessa USCC non sa se i dati siano venuti in possesso di eventuali malintenzionati o se tutto sia effettivamente avvenuto a causa di un semplice sbaglio che ha stravolto il routing. Certo il traffico su internet, soprattutto quello in chiaro, è troppo vulnerabile e occorrerebbero controlli più accurati sui percorsi seguiti dai pacchetti sulle reti informatiche. Secondo Dmitri Alperovitch, vice presidente della società McAfee, il dolo è quasi certo e si tratterebbe di «uno dei più grandi attacchi di hijacking, o forse il più grande in assoluto, che si siano mai visti», nonostante il gigante delle telecomunicazioni cinese neghi qualsiasi hijack del traffico web. «Potrebbe accadere ancora – spiega Alperovitch -, dovunque e in qualsiasi momento». E poi conclude: «Cosa è successo al traffico della rete mentre era in Cina? Nessuno lo saprà mai».

L'ARTICOLO E' COPIATO DAL CORRIERE DELLA SERA.

CI FOSSE ANCORA GIORGIODOPPIAWCESPUGLIO... ATTACCHEREBBE CHINA TELECOM CON I DRONI???

martedì 16 novembre 2010

PARTE E ARRIVA IL PRIMO TRENO PRIVATO

PERO' TRENITALIA LO CASTRA
"...NON PUO' EFFETTUARE FERMATE INTERMEDIE"
A POCO PER ORA PUO' SERVIRE (IN ATTESA DELLA SENTENZA DELL'ANTITRUST) MA SICURAMENTE IGIENE E SERVIZI DANNO DUE A ZERO ALLA LINEA NAZIONALE. HO SENTITO SU RAIDUE IL SERVIZIO CHE COMPARAVA ANCHE I PREZZI CHE DA QUELLO CHE HO CAPITO SI VANNO A POSIZIONARE TRA LA PRIMA E LA SECONDA CLASSE TRADIZIONALE..... DI SEGUITO L'ARTICOLINO DI REPUBBLICA...PROBABILMENTE ANCHE QUESTA PICCOLA MAFIOSITA' ITALIANA NN FA NOTIZIA!

Ferrovie, il treno privato dei pendolari arriva a Milano in anticipo di 10 minuti

Il convoglio di Arenaways, partito da Torino, è arrivato a Porta Garibaldi alle 9.10 invece delle 9.20

A bordo è anche possibile fare la spesa: si scelgono tutti i prodotti e si ritira poi la borsa in stazione

E' arrivato alle 9.10, alla stazione Milano Porta Garibaldi, con 10 minuti di anticipo rispetto all'orario previsto, il treno di Arenaways, il primo convoglio privato italiano per i pendolari, partito da Torino Lingotto alle 7.10. Il treno si è fermato una decina di minuti nei pressi della stazione di Novara perché largamente in anticipo: a ridurre i tempi del viaggio ha contribuito il fatto che il treno per ora non può effettuare fermate intermedie tra i due capoluoghi.

A bordo del treno è anche possibile fare la spesa. Si ritira la scheda prenotazione prodotti nella carrozza con snack bar e minimarket, si fa la crocetta accanto ai prodotti scelti, si paga il conto e la borsa si ritira al ritorno in stazione. Si può scegliere fra prodotti da forno, pasta, affettati, formaggi, minestre e passati, verdura, carni e dolci. L'idea di dare la possibilità di effettuare la spesa a bordo - spiega Patrizia De Bernardi, coordinatrice dei servizi sui treni Arenaways - ci è venuta perché abbiamo visto, da una indagine effettuata, che la maggioranza dei pendolari è single. Offriamo anche il servizio di lavanderia: si lasciano i vestiti e si ritirano tre giorni dopo sul treno o in tre punti in città".
A bordo, fra i passeggeri, anche l'amministratore delegato della società, Giuseppe Arena. "Si pensa che la concorrenza si possa vincere con un'opera di sfiancamento - osserva - ma ce l'abbiamo fatta lo stesso, anche se non è la partenza che avremmo voluto: non possiamo effettuare le fermate intermedie. I passeggeri sono pochi, ma ci faremo conoscere. E' una giornata storica perché per la prima volta sui binari delle ferrovie presta servizio un operatore privato". Oggi stesso Arena presenterà tre ricorsi: all'Antitrust, all'Ufficio di regolazione dei servizi ferroviari del ministero dei Trasporti e alla Commissione europea.
"Nessun ostruzionismo" replica l'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti. "Noi non abbiamo fatto ostruzionismo, ci atteniamo alle regole: non siamo noi che diamo le licenze", assicura Moretti. "La concorrenza è sempre positiva, ma il problema è che le istituzioni che firmano i contratti di servizio devono avere equilibrio". A suo avviso in sostanza, se vengono a mancare risorse su tratte remunerative, a causa della concorrenza, allora devono essere trovate più risorse per quelle tratte che rendono poco e che quindi non possono più essere compensate dalle tratte più remunerative

mercoledì 29 settembre 2010

WHAT COUNTRY?????

L'Italia chiede i danni a What country


Mer, 29 Set 10 - Laura Benedetti - NOTEBOOK
Dopo le accese discussioni su What Country, interviene il ministro Brambilla per difendere l'immagine del nostro Paese. Il governo ha chiesto ad Apple la rimozione dell'applicazione e agli sviluppatori un risarcimento per danno d'immagine.
Dopo le polemiche sollevate dall'applicazione anti-italiana disponibile su App Store e dedicata a iPhone e iPad, il ministro per il Turismo, Michela Brambilla, ha deciso di adire le vie legali. Nella giornata di ieri ha incaricato l'Avvocatura dello Stato per denunciare gli sviluppatori dell'applicazione "What Country", in quanto responsabile di "un danno di immagine per l'Italia". Ricordiamo che l'app per iPhone è distribuita a pagamento su iTunes Store, al costo di 0.99 centesimi, e raccoglie i luoghi comuni di ogni Paese, tra cui il nostro.
In particolare, secondo Apalon (la società sviluppatrice di What Country), l'Italia sarebbe sinonimo di "pizza, mafia, pasta e scooters". Il ministro Brambilla ha accolto il disappunto e le polemiche degli utenti, chiedendo ai legali di procedere contro Apalon per il grave danno di immagine arrecato. Si tratterebbe infatti di una rappresentazione offensiva ed inaccettabile, sottolineata anche da un testo "esplicativo" che, come evidente, peggiora la situazione.
"Come ministro, ma soprattutto come cittadina italiana, non posso accettare questo gesto che getta discredito sul nostro Paese utilizzando un'organizzazione criminale come nostro testimonial. E' un grave torto per l'Italia e per tutti gli italiani", ha dichiariato Brambilla. Il ministro ha inoltre chiesto ad Apple di rimuovere il software dal suo negozio.

KRK E DINTORNI: COMMENTA
ALLORA.... INTANTO VORREI FARVI NOTARE CHE IL MINISTRO BRAMBILLA HA UN COGNOME STEREOTIPO E QUINDI X FORZA DEVE ESSERE CONTRO AI LUOGHI COMUNI.
POTREI ANCHE DARLE RAGIONE SE NN AVESSI LETTO PROPRIO IERI DI COME I SUOI "CAMERATI" CHIEDANO PUBBLICAMENTE DI ZITTIRLA IN QUANTO STA DICENDO COSE CHE, SEPPUR DA ME RITENUTE GIUSTE,SONO CONTRO ALLA LINEA RACCOGLIVOTI DELLA MAGGIORANZA(VEDI COME TI LIBERALIZZANO LA CACCIA X IL VOTO DEI CACCIATORI). OPPURE SE PROPRIO OGGI NN AVESSI LETTO DI COME SI STANNO COMPRANDO I VOTI IN ATTESA DELLA "FIDUCIA".
RESTA IL FATTO CHE L'UNICA PAROLA OFFENSIVA NELL'APPLICAZIONE APPLE E' MAFIA E PURTROPPO NON POSSIAMO NASCONDERE CHE DOBBIAMO CONVIVERCI IN OGNI SINGOLO PASSAGGIO DELLA NS GIORNATA. MAFIA NON E' SOLO TOTO' RIINA E PASQUALE BARRA DETTO "O'NIMALO" MA LA NECESSITA' DI TROVARE UNA SCORCIATOIA "SEMPRE" X OTTENERE IL MINIMO DI CUI AVREMMO DIRITTO!
QUINDI CARO MINISTRO,NONOSTANTE TUTTO SE FOSSI IL GIUDICE TI DAREI CAUSA PERSA - O MEGLIO FAREI INSERIRE NEI LUOGHI COMUNI USA "GUERRE E MORTE"!

venerdì 17 settembre 2010

PURTROPPO DA DOMENICA LA CONOSCERANNO TUTTI

CANTON DEL DIAVOLO - PONTE
C'NPAST DA MODENA 2000:
Inaugura domenica 19 settembre a S.Damaso il Percorso natura del torrente Tiepido: una nuova pista ciclabile con fondo in ghiaietto stabilizzato che parte da S. Damaso di Modena per terminare a Colombaro dopo quasi dieci chilometri, seguendo il corso del fiume.A Colombaro, all’altezza del campo da golf, il percorso si congiunge con il tratto di ciclabile già realizzato dal Comune di Maranello fino a Torre Maina. In questo modo ora si può pedalare o camminare da S.Damaso fino a oltre Torre Maina per complessivi 15 chilometri. Il nuovo percorso, inoltre, consente di raggiungere la zona collinare anche da Modena: percorrendo da Vaciglio circa quattro chilometri della ciclabile Modena-Vignola si arriva all’imbocco del Percorso del Tiepido poco oltre la frazione di Paganine.
L’opera è realizzata dalla Provincia con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e dei Comuni di Modena, Castelnuovo Rangone e Formigine. Il costo complessivo (comprensivo delle acquisizioni dei terreni e delle opere di difesa della sponde) è di un milione e 800 mila euro.

«Questo percorso – spiega Stefano Vaccari, assessore all’Ambiente della Provincia di Modena con delega alla Mobilità – consente di apprezzare, immersi nel verde e in tutta sicurezza, un ambiente naturale di grande interesse. L’intervento fa parte di un piano di potenziamento delle piste ciclabili intercomunali che ha già portato, tra l’altro, alla realizzazione della Modena-Vignola, della Modena-Bastiglia, del tratto Finale-S.Felice sul Panaro e i Percorsi natura del Panaro e del Secchia che sono frequentati ogni giorno da centinaia di persone a piedi e in bicicletta che amano fare attività fisica o semplici passeggiate ed escursioni all’aria aperta, nonché da scolaresche per attività di educazione ambientale e naturalistica».

La Provincia sta studiando, infine, con il Comune di Modena la possibilità di prolungamento del Percorso del Tiepido da S. Damaso fino a Fossalta sulla via Emilia per collegarsi alle ciclabili urbane di Modena est e al Percorso natura del Panaro, ...... VERAMENTE SAPEVAMO CHE DOVEVANO ESSERE FATTE E NN CHE SI VALUTAVA LA POSSIBILITA'
Sono tre gli appuntamenti in programma domenica 19 settembre per festeggiare l’inaugurazione del nuovo Percorso natura del Tiepido.

Alle ore 10 in via stradello Tiepido a S.Damaso di Modena, dove parte il tracciato, si svolge il taglio del nastro. ......
Da qui parte una biciclettata lungo il percorso con meta Castelnuovo Rangone dove alle 11 è previsto l’incontro con altre due biciclettate partite alle ore 10,15 dal parco di Grizzaga a Montale e dal parco di Cavidole.
Analoga iniziativa a Colombaro di Formigine con una festa alle ore 11,30 a fianco del campo da golf. Da Formigine (parcheggio di villa Gandini) parte alle ore 10 una biciclettata con meta Colombaro, mentre un’altra partirà alle 11 direttamente da Colombaro in piazza Giovanni Paolo II.
Il programma si completa sabato 2 ottobre quando alle ore 15,30 parte dalla polivalente di S.Damaso la prima Camminata del Tiepido con arrivo a Torre Maina; previsti tre percorsi di quattro, nove e 15 km.

lunedì 2 agosto 2010

Il mio cane va in moto col casco.

DA NEWNOTIZIE.IT


 E la multa va in tribunale
Si apre un caso, ma soprattutto delle problematiche nuove sul Codice della Strada, da poco rinnovato, e che come tutti i codici presenta non pochi punti non conetemplati e lasciati alla discrezione decisionale ed alla pazienza dell’esame del giudice.
Viareggio, 2 agosto. Ne succedono di cose strane su queste famigerate moto, ma questa volta non si tratta di tristi notizie. Qualcuno però non è rimasto contento, ed anzi sia da una parte che dall’altra del contendere, in queste ore ci si trova piuttosto interdetti ed amareggiati.
I PROSSIMI POTREBBERO ESSERE LORO: BRENDA E COCCA
Per farla breve, lo strano motociclista in questo caso non si offenderà di questa definizione. Risponde al nome di Drago, un piccolo Maltese (cane di taglia molto ridotta) che si trovava tranquillamente a passeggio in zona di mare con il suo padrone a bordo della loro moto di famiglia, una Bmw 1200 che, a detta del suo proprietario Marco Antichi, trasportava i due spesso insieme. La cosa era abituale solo per la famiglia Antichi, formata da cane avventuroso e centauro alla guida del potente mezzo a due ruote. Non così per i vigili, infatti, con cui i due hanno avuto a che fare in queste ore.
Stiamo parlando dei “due” a bordo della moto, come di due persone, dal momento che questo è il parere del proprietario di moto e cane, che vuol far valere ora in giudizio la sua tesi per cui Drago “va considerato come una persona. E poi, lui il casco lo porta sempre”. Al contrario di tante persone, in ogni caso: questo sembra poter sottintendere il motociclista multato.
Il vero appiglio cui appellarsi per il padrone del Maltese dalla vita movimentata, è quello che concerne la situazione in cui è stato posto in stato di contravvenzione dall’intervento del vigile di turno. Marco Antichi si trovava infatti parcheggiato regolarmente ai lati della carreggiata della passeggiata marina, e tranquillamente adagiato senza far nulla sul sedile della suo moto. Non è contemplata nel codice, effettivamente, la situazione da fermo su qualsiasi mezzo di trasporto. Posteggiato senza costituire pericolo né intralcio, non si vede formalmente dove poteva dare oggetto di esser posto in multa. Fare due chiacchiere, se anche con un quattro zampe e su due ruote sole, teoricamente non è azione multabile, se la cosa non avviene in movimento nella circolazione pubblica.
Non hanno però sentito ragioni i tutori dell’ordine che hanno assegnato la contravvenzione di 78 euro al motociclista dalle idee un po’ individuali. Sono proprio le idee espresse, al contrario, che potrebbero procurare ad Antichi qualche problema nel vincere il ricorso annunciato davanti al Giudice di Pace. A quanto tiene a riferire lo stesso proprietario del maltese, infatti, di solito cane e padrone in stato di movimento sulla loro moto ci stanno, eccome. Ma è così che deve essere, secondo le loro abitudini ed a loro modo di vedere.
Ed ecco la versione data volontariamente (ed un po’ incautamente) ai vigili, ed in seguito alla stampa (a breve anche in tribunale, per intanto: in seguito, non si sa dove ancora aspireranno ad approdare insieme i due), da Marco Antichi, promotore finanziario che a promuovere le proprie idee non è davvero persona che si tira indietro. “Ai vigili ho spiegato che lo faccio regolarmente”, è la sua candida dichiarazione. “Drago lo porto non solo in moto, ma pure in barca. Lo considero una persona. L’agente mi ha detto che non potevo portare il cane, altrimenti mi avrebbe multato. E così ha fatto. Mi sembra ingiusto, mi rivolgerò al giudice di pace. Addirittura ero fermo in un parcheggio, questo ha davvero dell’incredibile”.
Non sembra riferirsi in particolar modo al danno dell’eventuale ingiustizia subita con la multa da 78 euro, il problema che il motociclista un po’ troppo inseparabile dal suo cane sembra voler sollevare. La questione è prevedibile che assuma più che altro i toni del fatto di principio, secondo i due estremi del multare le persone da ferme, e del portare piccoli animali su mezzi di vario tipo. Non mancheremo di aggiornare i nostri lettori in caso di risvolti di particolare interesse per la circolazione stradale nazionale, dal momento che è a cambiamenti di tale rilievo che sembra ingenuamente puntare l’onesta convinzione del simpatico proprietario di Drago e Bmw.
Sandra Korshenrich