mercoledì 30 novembre 2011
SPEDIZIONE DAL NANDONE
sabato 19 novembre 2011
martedì 1 novembre 2011
ACQUA MARCIA
domenica 9 ottobre 2011
ULTIMA ESCURSIONE ESTIVA
CMQ ESCURSIONE CON DAVIDINO A CIMA TAUFFI PARTENDO DAL DOCCIONE, LANCINO E RITORNO DAL RONDINARA,PASSO COLOMBINO E TABURRI.
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| PANORAMA DALLA VETTA( A VOLTE SI VEDE ANCHE IL TIRRENO) |
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| QUASI IN VETTA:INFATTI SEMBRA DIETRO DAVIDE A POCHI MT |
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| SENTIERO 00 |
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| IL CIMONE DALLO 00 |
lunedì 12 settembre 2011
SUPERTREKKING SETTEMBRINO
sabato 20 agosto 2011
LE BIANCANE
martedì 12 aprile 2011
BUCAMANTE
IL PERCORSO FACILE FACILE E LA VICINANZA A CASTELNUOVO SPESSO CI FA TRALASCIARE LA BELLEZZA DI QUEL LUOGO.
CONSIGLIO VIVAMENTE A CHI HA UN'ORETTA DA PERDERE LA VISITA ALLE CASCATE (LE MUSCHIOSE E LE TRAVERSINE SONO SPLENDIDE) CHI POI SI VUOLE SBATTERE POTREBBE RISALIRE FINO A MONFESTINO E POI LANCIARSI COL PARAPENDIO...
DI SEGUITO UN PO' DI STORIA..
Cascate del Bucamante
Infine, "le cascate di Bucamante " sono il luogo dove la leggenda vuole si concludesse con un tragico epilogo il contrastato amore tra un pastore e la figlia di un dignitario incaricato del governo della Podesteria di Monfestino. Il nome del luogo deriva infatti da una tragica e allo stesso tempo romantica vicenda:”Nel castello di Monfestino, tanto tempo fa, viveva una nobile famiglia, composta dal padre Guidobaldo, dalla madre, donna Elvira, e dalla figlia, la bionda Odina che aveva allora diciassette anni. La fanciulla, bellissima d’aspetto, era solita fare lunghe passeggiate, in compagnia della domestica Fiorina, per i boschi ed i castagneti, per raccogliere fiori selvatici ed ammirare leprotti e caprioli. Un giorno Odina volle scendere ai piedi del monte, dove pascolavano greggi di pecore, ed incontrò un giovane pastore di nome Titiro. Aveva un volto molto bello e lunghi capelli biondi. I due ragazzi si guardarono intensamente negli occhi. Da quel giorno si incontrarono più volte di nascosto, riuscendo sempre ad allontanare la domestica. Un giorno però Fiorina vide i due giovani abbracciati e cose a svelare a donna Elvira il segreto della figlia. Odina, anche se era stata rinchiusa nel castello, non riusciva a dimenticare il suo innamorato. Una mattina, però qualcuno dimenticò di chiudere a chiave la porta della sua stanza e la fanciulla riuscì a fuggire. Corse veloce per i boschi e raggiunse Titiro. Ad un certo punto sentirono le voci dei domestici alla ricerca della fanciulla ed il latrare dei cani. Presi dalla paura e dallo sconforto si abbracciarono stretti e si gettarono nella cascata. I servi giunti sul posto guardarono impietriti i corpi esanimi di Odina e Titiro. La buca che si era formata sotto il peso dei loro corpi divenne la buca degli amanti, cioè Bucamante e diede il nome anche al torrente.
sabato 19 marzo 2011
LONDON ENGLAND
domenica 6 febbraio 2011
NUOVA PHOTOGALLERY STORICA
mercoledì 25 agosto 2010
TOSCANI...SMO
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MASSA MARITTIMA CAMPAGNE |
NON SO A VOI...MA MENTRE I DUE SPETTACOLI NATURALI DEI PRIMI SCATTI NN MI SEMBRA VADANO COMMENTATI...LO SCHIFO DELLA SABBIA BIANCA BICARBONATO, DEL COLORE DELL'ACQUA DI QUESTO CANALE (N.B. - SI VEDE DOVE SFOCIA IN MARE), E QUELLO CHE PROVI A VEDERE GENTE CHE FA SURF E IL BAGNO NONOSTANTE ALCUNE ZONE SIANO SOGGETTE AL DIVIETO DI BALNEAZIONE MI LASCIANO UN PO' PERPLESSO!
martedì 20 luglio 2010
GIOSTRAI MILIARDARI

In questo luna park tematico si potrà sfrecciare sulle montagne russe di "Formula Rossa", con vagoncini a forma di monoposto che toccano i 240 km/h in meno di 5 secondi, oppure conoscere da vicino il processo di produzione di una Ferrari, come solo i possessori di una Ferrari hanno provato finora, con il tour "Made in Maranello".

Il Ferrari World Abu Dhabi è un progetto nato dalla partnership della Casa di Maranello con Aldar Properties PJSC, compagnia leader nello sviluppo, nella gestione e nell'investimento proprietario e sarà gestito da Farah Leisure Parks Management LLC, una joint venture tra Aldar Properties PJSC e ProFun Management Group Inc., una compagnia di gestione di servizi di intrattenimento
mercoledì 9 giugno 2010
NEANCHE FOSSE IL K2

DOMENICA SIAMO PARTITI IN 10 , E FORSE PROPRIO IL FATTO CHE 10 COLAZIONI,10 PREPARAZIONI DI PRANZO AL SACCO, TRE AUTO CI HANNO FATTO PARTIRE DA CASULIE ALLE 11,20(TROPPO TARDI – BASTAVA PARTIRE 30 MIN. PRIMA). COME AVEVO POTUTO NOTARE MERCOLEDI, IL PRIMO TRATTO CHE PORTA AL RIFUGIO FERRARI(G.MOGOL) COSTEGGIANDO IL TORRENTE E LE ABETAIE PIANTATE NEGLI ANNI60/70 E' UNA SCIOCCHEZZA CONFRONTANDOLO ALLA STAGIONE INVERNALE CON CIASPOLA E 1 METRO DI NEVE. INFATTI LO RAGGIUNGIAMO IN 1 ORA, PANINO E DI NUOVO SU X IL BOSCO FINO AL PRATONE SOTTO AL PIZZO DELLE STECCHE, SONO MADIDO DI SUDORE E SINCERAMENTE COMINCIO ANCHE A PREOCCUPARMI X L'ASCELLA PEZZATA. AL SASSO CHE INDICA I 1350M CERCO DI ASCIUGARMI ALLA MEGLIO VISTO CHE HO UN PAIO DI MIN. DI VANTAGGIO SUI + LENTI. SI PROSEGUE NELL'AGGIRAMENTO DEL PIZZO ATTRAVERSO IL GRANDE PRATO, DOVE UNA BOTANICA PRESENTE NEL GRUPPO CI FA NOTARE ALCUNE SPLENDIDE SPECIE FLOREALI.
RIENTRIAMO NEL BOSCO E NE USCIAMO DOPO POCHI MINUTI...INCREDIBILE IL PANORAMA E' STUPENDO UGUALMENTE MA UN DISCRETO VENTO FREDDO E UN PREOCCUPANTE NUVOLONE CI STA RAGGIUNGENDO. VIA PER IL SENTIERO CHE FINALMENTE ASSUME L'ASPETTO DI UN PERCORSO MONTANO VERO E PROPRIO STRETTO, A BORDO E ROCCIOSO. DOPO UNA DECINA DI MINUTI SI ENTRA IN UN ULTERIORE MACCHIA E PRATICAMENTE QUI FINISCE LA NS RISALITA. UN TUONO, DUE E POI GIU' ACQUA E CHE ACQUA. PROVIAMO AD ASPETTARE NEL BOSCO MA DOPO POCO LE FOGLIE NON RIESCONO PIU' A TRATTENERE LE GOCCE ED INIZIAMO A BAGNARCI.
RIMPIANGO IMMEDIATAMENTE DI AVER ALLEGERITO LO ZAINO LASCIANDO IN MACCHINA LA MANTELLINA PESANTE E LA TERMICA.... L'ANTIVENTO DA PODISTA TIENE COME AL SOLITO CIRCA 5 MINUTI.... CIO' SIGIFICA CHE DOPO 6 SONO BAGNATO FINO AL MIDOLLO. DECIDIAMO DI TORNARE ALLE MACCHINE, NEL TRATTO ESPOSTO AL VENTO BATTO I DENTI E ALLORA CERCO DI CAMMINARE VELOCE MA CAPISCO CHE DAVIDE STA ASPETTANDO UN PAIO DI NOI CHE VANNO PIU' LENTI E SINCERAMENTE NON ME LA SENTO DI LASCIARLI SOLI.
ALMENO APPENA SI GIRA INTORNO ALLA COLLINA NON C'E' PIU' VENTO E NON HO PIU' FREDDO. SE NON CI PENSI...LE SENZAZIONI SGRADEVOLI NON SEMBRANO + TALI E ALLORA, NONOSTANTE MI SENTA COME UN PESCE ROSSO A CUI SI E' ROTTO L'ACQUARIO VADO AVANTI...LUNGO LA DISCESA VERSO IL RIFUGIO ZACCO COME UN TONNO E BENEDICO LO ZAINO CHE IMPEDISCE A UN SASSONE DI SPEZZARMI LA SCHIENA ( L'OSSO SACRO PERO' LUNEDI MATTINA FACEVA UN TOT MALE). QUANDO RAGGIUNGIAMO IL RIFUGIO I + VELOCI SONO DENTRO CHE SMANGIUCCHIANO MA VISTO CHE MIRACOLOSAMENTE IL TEMPO SEMBRA MIGLIORARE DECIDIAMO DI RIPARTIRE VELOCEMENTE....1 ORA ED ECCOCI ALLE MACCHINE SEGUENDO UNA SERIE DI PERCORSI ALTERNATIVI COMPRENDENDO ANCHE UN CENTINAIO DI METRI NELL'ERBA ALTA CHE COMPLETANO DEFINITIVAMENTE LA FASE UMIDIFICATRICE...
POI TUTTI AL RONDINARA DI FELLICAROLO DO VE IL TITOLARE, UN EX PILOTA DI AEREI DI LINEA RIESCE A FARCI RIDERE E MANGIARE PER UN ORA.
LA PROSSIMA VOLTA CI ARRIVO !!!
AH...TRA POCHI GIORNI SPERO DI PUBBLICARE I RACCONTI DELLA COCCA - CAMPIONE D'ITALIA PER L'ENNESIMA VOLTA AI CAMPIONATI DI CALCIO X VETERINARI!!!!!
mercoledì 24 marzo 2010
PENSO RENDA L'IDEA



martedì 9 febbraio 2010
STAMBECCHI MODENESI
DILATANDO I TEMPI IN MODO NOTEVOLE E COSTRINGENDO ALLA RESA ANCHE IL DISPONIBILISSIMO DAVIDE!

mercoledì 27 gennaio 2010
CIASPOLE 2010


martedì 15 dicembre 2009
NEAR TO THE PRESIDENT
sabato 5 settembre 2009
CANYON
REDAGNO, 5KM DA CAVALESE,VAL DI FASSA. IN DUE ORE, POCO + CI SIETE. LA PASSEGGIATA AL CANYON E' SEMPLICE E PUO' ESSERE ALLUNGATA CON VARIAZIONI DI PERCORSO. LE FOTO NON RENDONO GIUSTIZIA ALLO SPETTACOLO NATURALEmercoledì 26 agosto 2009
UNA REGINA PER LA CAPANNA



Il 14 luglio 1889 l’Assemblea dei delegati del Cai approvava il progetto di costruire una capanna oltre 4500 metri per “consentire ad alpinisti e scienziati maggior agio ai loro intenti in un ricovero elevatissimo. Nel 1890 fu scelto il luogo: la punta Gnifetti e fu dato inizio ai lavori. La capanna, predisposta a valle, fu trasportata dapprima con i muli e poi a spalla, con un enorme lavoro a catena e montata sulla vetta.
Il rifugio fu inaugurato il 4 settembre 1893. Qualche giorno prima il 18 e 19 agosto vi aveva pernottato la Regina cui il rifugio era dedicato.
Nel 1899 fu aggiunta la torretta destinata ad osservatorio meteorologico. In quegli anni Angelo Mosso aveva qui svolto importanti studi di ricerca. Nel 1903 a Londra il Consiglio Internazionale delle Accademie riconosceva la capanna Margherita istituzione di “utilità scientifica e meritevole di appoggio”.
Nel 1976 il vecchio rifugio mostrava i segni del logoramento. Nel 1977 la Sezione di Varallo, su incarico della Sede Centrale, diede inizio ai lavori per la nuova capanna che fu inaugurata il 30 agosto 1980.
venerdì 31 luglio 2009
ROSA DI SERA...BUON VIAGGIO SI SPERA

Il secondo gruppo montuoso più alto d'Europa e dell'arco Alpino sia per estensione che per importanza, fa parte delle Alpi Pennine e si estende su cinque valli italiane (Valtournenche, Val d'Ayas, Valle del Lys, Valsesia e Valle Anzasca) e due svizzere (SaasTal e MatterTal).
Conta ben 17 punte oltre i 4.000 metri, delle quali, la più alta, la Punta Dufour, tocca i 4.634 m.s.l.m., mentre sulla Punta Gnifetti sorge il rifugio alpino più alto d'Europa, la Capanna Regina Margherita a quota 4.554 m.s.l.m.
Il suo nome, contrariamente a quanto si possa pensare, non deriva dallo splendido color rosa di cui si tingono le cime al tramonto, ma dalla parola "rouja" che in patois (dialetto francofono parlato in Valle d'Aosta) significa ghiacciaio. Il "grande ghiacciaio" in passato era anche noto come "Monboso" come testimonia Leonardo da Vinci in un suo scritto.
Dal Monte Rosa scendono numerosi ghiacciai, tra i quali, segnaliamo i ghiacciai del Gorner (SaasTal) e del Grenz (MatterTal) in Svizzera, mentre in Italia quello di Verra (Val d'Ayas), del Lys e dell'Indren (Valle del Lys), del Piode e del Sesia (Valsesia) e del Belvedere (Valle Anzasca).
Il Monte Rosa, cosi come l'arco Alpino, si è formato nell'era Mesozoica quando lo scontro tra la placca Africana e quella Europea ha scatenato la sovrapposizione dell'una sull'altra, causando l'innalzarsi del materiale roccioso nei secoli.
Nel contesto del Monte Rosa e del suo Tour è possibile ammirare numerose specie animali selvatiche, tra le quali nominiamo: la marmotta, lo stambecco, il camoscio, il capriolo, l'aquila reale, il falco, il gracchio alpino e la volpe.

La salita alle varie vette del massiccio avvennero nel XIX secolo, partendo generalmente dal versante italiano che era ed è il versante più agevole:
23 luglio 1801 - Pietro Giordani raggiunge la Punta Giordani;
5 agosto 1819 - Johann Niklaus Vincent raggiunge con 2 altre persone la Piramide Vincent;
1 agosto 1820 - Joseph e Johann Niklaus Vincent, Joseph Zumstein, Molinatti, Castel, raggiungono con 5 altre persone la Punta Zumstein;
9 agosto 1842 - Giovanni Gnifetti, parroco di Alagna Valsesia, Giuseppe Farinetti, Cristoforo Ferraris, Cristoforo Grober, fratelli Giovanni, Giacobbe Giordani, raggiungono con 2 altre persone la Punta Gnifetti
1 agosto 1855 - John Birbeck, Charles Hudson, Ulrich Lauener, Christopher Smyth, James G. Smyth, Edward Stephenson, Matthäus Zumtaugwald e Johannes Zumtaugwald raggiungono la Punta Dufour (la vetta più alta del massiccio).
domenica 26 luglio 2009
PIETRE DIABOLICHE
IL PONTE DEL DIAVOLO - SE NE TROVANO OVUNQUE XCHE' NEL MODO DI PARLARE DEL MEDIOEVO VENIVANO CHIAMATI IN QUESTO MODO I PONTI COSTRUITI CON PARTICOLARE AUDACIA. AD ESEMPIO A MODENA NE ESISTONO 2 UNO ARTIFICIALEPonte medievale in pietra ad arcata unica, collega Fiumalbo con la frazione di San Michele
IN QUANTO COMPLETAMENTE NATURALE
Nel luogo ove si incontrano i confini di tre comuni (Pavullo, Lama Mocogno e Polinago), immerso in un bosco rigoglioso, crocevia di comodi sentieri che lo collegano ai centri abitati più vicini, si erge uno dei fenomeni geologici più rilevanti dell'intero Appennino. Il Ponte del Diavolo è un monolite naturale che unisce i fianchi di un avvallamento, lungo 33 metri, largo tre, con una arcata alta tre metri. Questa è la descrizione scientifica di un monumento naturale che però può anche essere raccontato in modo meno razionale, ma più suggestivo: il nome, per esempio, da che cosa deriva? La magia dei tanti "tre" che ricorrono nelle sue misurazioni; il luogo, posto vicino ad una zona in cui nell'antichità si svolgevano riti pagani.

Molte sono le leggende nate intorno al Ponte. Guai a infilare la testa nel foro che si trova in una delle protuberanze che si innalzano come ali sul fianco del ponte! Improvvisamente si vede il diavolo o addirittura può essere tagliata la testa. Secondo un'altra di queste leggende, un tempo viveva da queste parti un agricoltore dal gergo piuttosto colorito. Per raggiungere i propri terreni doveva attraversare un avvallamento che spesso le piogge facevano diventare un torrente, e ciò lo costringeva a fare un lungo giro o rischiare il guado nella corrente impetuosa; un giorno, stanco di ciò, chiese al Diavolo di aiutarlo dicendosi disposto, in cambio, a donargli la sua anima. Naturalmente il Diavolo accettò e di buon grado andò a prendere un bel ponte; mentre lo portava a destinazione, una notte, passando nel bosco, fu attratto da un sabba di streghe che ballavano discinte e con canti melodiosi; tanto era coinvolto dalla leggiadria delle malefiche fanciulle, che non si accorse del sopraggiungere dell'alba: la luce era per lui mortale, quindi dovette fuggire lasciando il ponte proprio ove oggi tutti lo possiamo ammirare. Leggenda popolare naturalmente: ma non è leggenda che il ponte non sia nato qui ma, come attestano i geologi, il ponte è stato qui trasportato da qualche cataclisma naturale o soprannaturale, o da un movimento tellurico. Il Ponte può essere raggiunto da diverse località; venendo da Pavullo, lungo la statale dell'Abetone, si può prendere per Monzone e, arrivati alle prime case, imboccare a sinistra; oppure si può proseguire fino a Montecenere, e dal centro del paese prendere la strada a destra in discesa. Proseguendo ancora, un chilometro circa prima di Lama, e precisamente alla maestà di Casa Ritorno, un tempo luogo di sosta dei pastori nel corso della transumanza, si lascia la Giardini per imboccare a destra la strada che conduce al Ponte; infine possiamo raggiungere la meta da Brandola. Tutti gli accessi sono percorribili in parte in auto, ma gli ultimi tratti solo a piedi, mountain bike o a cavallo.
SE POI INVECE VOGLIAMO ARRIVARE ALL'APICE DEL DIABOLICO CI BASTA PENSARE AL MONTE RUSHMORE DOVE SONO SCOLPITE LE TESTE DI George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln e Roosevelt.
Fu iniziata nel 1927 e proseguì, con l'impiego di 400 operai, sino alla morte dello scultore, avvenuta nel 1941. La scultura sul Monte Rushmore ebbe inizio con George Washington. Il progetto originario prevedeva di procedere verso sinistra e scolpire Thomas Jefferson, ma circa due anni dopo il granito iniziò a sfaldarsi per poi cedere completamente; questo fatto obbligò Borglum a rivedere i suoi piani e completare l'opera verso destra.
PARLO DI DIABOLICO XCHE' PROBABILMENTE ESSERE PRESIDENTE IN AMERICA PUO' ANCHE SIGNIFICARE QUELLO...PENSATE A JEFFERSON, FAMOSO PER CAVALCARE CON GLI SCALPI INDIANI ALLA CINTURA.....




























